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Logistica e spedizioni

E-commerce, la rivoluzione del locker: il pacco arriva nell’armadietto e il ritiro è self service – Tutte le novità

E-commerce, la rivoluzione del locker:  il pacco arriva nell’armadietto e il ritiro è self service – Tutte le novità

L’ultimo miglio dal deposito al cliente, il racconto di un project manager sardo: «Le consegne giornaliere saranno triplicate»

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Coca succede al nostro pacco da quando il corriere scrive "in consegna" sul tracking a quando, finalmente, lo vediamo comparire davanti alla porta di casa? Per scoprirlo, ci siamo fatti raccontare il mestiere da chi questo complicato ingranaggio lo progetta e lo mette a punto ogni giorno. Francesco Pili, cagliaritano, 42 anni, è un project manager.  Oggi lavora per Loqus, un’azienda attiva nel settore della logistica, in stretta collaborazione con colossi delle spedizioni. In passato ha maturato diverse esperienze collaborando alla soluzione dei problemi di alcuni giganti del settore, tra cui una famosissima azienda ultracentenaria inglese. La sua è una professione tecnica e strategica, che si svolge lontano dai riflettori ma è fondamentale per far funzionare la macchina delle consegne che ormai scandisce una buona parte della vita di tutti i clienti dell’e-commerce.

Il viaggio di un pacco

«Il nostro lavoro – esordisce Francesco – consiste principalmente nel definire gli obiettivi insieme al cliente. Nel mio caso specifico, faccio da ponte tra la società Loqus e i nostri partner, tra cui alcune grosse compagnie internazionali . La nostra è un’azienda presente in quasi tutta Europa, 16 Paesi, e in espansione in paesi come Cina, India e Singapore. In totale siamo operativi in una cinquantina di nazioni. Noi al momento siamo fornitori per il mercato europeo, ma stiamo già mettendo le basi per operare in altre aree, come il Sudamerica». Ma cosa significa esattamente “fare da ponte”? Francesco lo spiega con chiarezza: «Mi occupo di implementare il software per questi Paesi. Insieme al cliente si definiscono gli obiettivi e le tempistiche, e il mio compito è fare in modo che vengano rispettati. È un lavoro di costante allineamento». Quando si parla di consegne, la prima cosa che viene in mente è la precisione. E Francesco conferma: «L'aspetto più importante per un corriere è l'accuratezza dell'Eta, acronomi di Estimated Time of Arrival, ovvero l'orario e il tempo di arrivo stimato. In sostanza, i tempi che vengono comunicati al cliente finale e che gli permettono di organizzarsi per essere reperibile in modo da poter ricevere la consegna. Ma oggi, ovviamente, non si tratta solo di bussare alla porta. Stiamo assistendo a una forte migrazione del mercato verso soluzioni alternative, come i locker, gli armadietti automatizzati che permettono il deposito dei pacchi in arrivo. La loro gestione, dal punto di vista software, è diventata fondamentale».

L’ultimo miglio

Immaginare il percorso di un pacco può essere complesso: «Faccio un esempio: ordini qualcosa su Shein, parte dalla Cina e arriva in Italia. Non è un processo banale. Passa attraverso una serie di step intermedi, ognuno con le sue potenziali criticità. Noi ci occupiamo specificamente del cosiddetto last mile, l'ultimo miglio, ovvero la tratta che il pacco percorre dal deposito finale fino al cliente. La logistica è un mondo enorme, ma questa è una delle fasi più delicate, perché è il momento in cui ti interfacci direttamente con l'utente». E il cuore del problema, per chi gestisce le flotte di consegna, è l'ottimizzazione: «Dentro la gestione di un corriere, un punto fondamentale è l'organizzazione del personale. Parliamo di depositi che possono avere anche più di 200 autisti, ognuno con le sue qualifiche. L'obiettivo è ottimizzare tutte le risorse per massimizzare il profitto. Bisogna minimizzare i tempi morti e cercare di consegnare più pacchi possibile nello stesso intervallo di tempo. Loqus, per esempio, si occupa di trovare il modo per far stare più pacchi possibile nello stesso giro di consegne, ottimizzando tutto il processo logistico».

Rivoluzione locker

Un sistema che permette, non è un aspetto secondario, minori consumi e una maggiore tutela dell’ambiente, oltre ad una minore occupazione delle sedi stradali. Un cambiamento epocale in questo senso lo stanno portando proprio i locker, gli armadietti di deposito: «I trend di mercato sono chiari: il mercato cinese parla di 100 miliardi di pacchi consegnati all'anno, mentre quello americano è nell'ordine di 20-30 miliardi, ma si prevede che raggiungerà la Cina entro il 2030. È una crescita continua. E in questo panorama, i locker stanno cambiando le regole del gioco. Togliono la necessità di essere a casa per ricevere il pacco o di dover chiedere a qualcuno di tenerlo d'occhio o di completare la consegna. Diventano sempre più fondamentali perché danno al cliente la gestione totale della consegna e del ritiro». I vantaggi sono tangibili anche per chi lavora. «Per un autista, i locker sono una rivoluzione. Invece di fare decine di fermate per consegnare pochi pacchi ciascuna, in un unico punto può lasciare tutti i pacchi destinati a quell'area. Normalmente, un driver consegna circa 100 pacchi al giorno. Con i locker, nello stesso arco di tempo, può gestirne 300. Con questa soluzione si annullano i tempi morti tra una consegna e l'altra ma anche, ad esempio, gli spostamenti in auto. Si parla di un risparmio del 30-40 per cento del tempo di lavoro, che si traduce in un 20-30 per cento di pacchi in più gestiti dallo stesso corriere». Un sistema complesso e in continua evoluzione, insomma, che cerca di conciliare due esigenze: la nostra voglia di ricevere tutto comodamente a casa e la necessità delle aziende di essere sempre più efficienti in un mercato in piena espansione. Un mondo fatto di software, tempistiche e ottimizzazione, che Francesco e i suoi colleghi contribuiscono a rendere sempre più funzionali e puntuali, soprattutto per il cliente finale. (c.z.)

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