Iran, I primi 127 connazionali rimasti bloccati a Dubai stanno per tornare in Italia
Il charter è partito dall’Oman. In programma il rientro dei 190 studenti
Un primo gruppo di italiani è pronto per tornare a casa. Si tratta di 127 cittadini che nei giorni scorsi sono riusciti a raggiungere l’Oman con l’assistenza del ministero degli Esteri. Al massimo tra 4 e 6 marzo, invece, potrebbero rientrare i 190 studenti, una decina di tutor e insegnanti bloccati a Dubai. Si spera però che il gruppo, già domani, martedì 3 marzo, potrà volare verso Milano da Abu Dhabi. Ma sono circa 70mila i connazionali presenti nell’area.
Gli italiani nel Golfo
Negli Emirati sono 7.800 gli italiani arrivati all’inizio della crisi, più i 20.977 residenti. In Qatar, 2.810 residenti e 769 persone dopo l’attacco. In Oman, rispettivamente 341 residenti e 709. In Arabia Saudita presenti 3.822 italiani, di cui 1.322 in transito. Nell’area del Golfo, quasi 20mila gli italiani non residenti presenti in aree potenzialmente a rischio. Altri 400 sono in Iran. Sommando tutto, si parla di oltre 70mila concittadini.
I trasferimenti
Secondo quanto si riesce ad apprendere dalla Farnesina, si fa strada l’ipotesi di vie alternative ai voli aerei per far rientrare gli italiani, ma tutto dipenderà dalla situazione generale e dalle valutazioni generali di sicurezza. Alcune situazioni vengono considerate più delicate: minorenni e giovani, come i 190 studenti del programma “L’ambasciatore del futuro” dell’associazione World Student Connection, famiglie con bambini piccoli, anziani, malati cronici.
Chi deve aspettare
I consigli della Farnesina sono di evitare luoghi affollati e di stare davanti alle finestre degli edifici, spostarsi solo se indispensabile e prelevare del contante.
