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Quando viene pagato l'Assegno unico a marzo 2026? Ecco le date dei pagamenti e perché devi aggiornare subito l’Isee

Quando viene pagato l'Assegno unico a marzo 2026? Ecco le date dei pagamenti e perché devi aggiornare subito l’Isee

Per chi ha già una domanda approvata, non è necessario ripresentarla: il pagamento prosegue automaticamente

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A marzo entra nel vivo il nuovo ciclo dell’assegno unico, con le prime erogazioni che tengono conto dell’Isee aggiornato al 2026. I pagamenti per chi già percepisce il contributo, senza variazioni nella propria situazione, sono programmati tra il 19 e il 20 del mese. Diverso il discorso per chi ha presentato una nuova domanda: in questo caso l’accredito della prima rata continua ad arrivare verso la fine del mese successivo alla richiesta.

Questo passaggio segna un momento chiave dell’anno. Dopo i primi mesi coperti ancora dai valori Isee validi fino al 31 dicembre 2025, da marzo gli importi iniziano a riflettere davvero la situazione economica aggiornata delle famiglie. È quindi il primo banco di prova concreto per capire quanto si percepirà nel 2026.

Per chi ha già una domanda approvata, non è necessario ripresentarla: il pagamento prosegue automaticamente. L’Inps chiarisce che l’erogazione continua senza interruzioni, a meno che la richiesta non sia decaduta, respinta o revocata. Resta però fondamentale aggiornare l’Isee, perché è da questo indicatore che dipende l’importo effettivo del beneficio.

Proprio sull’Isee si concentra la principale novità. Gli importi e le soglie sono stati adeguati con un incremento dell’1,4%, legato all’inflazione. Ma c’è un aspetto ancora più rilevante: in assenza di un Isee valido, l’assegno viene automaticamente ridotto al minimo. Un dettaglio che può incidere in modo significativo sulle somme ricevute.

Per evitare penalizzazioni, le famiglie hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per presentare la nuova Dsu. Entro questa scadenza è possibile ottenere il ricalcolo degli importi e recuperare anche gli arretrati a partire da marzo. Dopo quella data, invece, l’adeguamento scatterà solo dal mese successivo alla presentazione, senza possibilità di recuperare integralmente le differenze maturate.

Sul piano operativo, l’Inps ha già aggiornato modelli e procedure. Con il messaggio pubblicato a inizio marzo sono state introdotte le nuove Dsu, adeguate alle novità della legge di Bilancio 2026. Le attestazioni già inviate da gennaio sono state rielaborate automaticamente, semplificando il lavoro per molti contribuenti.

Le modifiche riguardano anche i riferimenti fiscali, ora basati sui redditi del 2024, e una gestione più dettagliata dei nuclei familiari, utile soprattutto per il calcolo delle maggiorazioni legate ai figli. Nella pratica, la documentazione richiesta resta simile agli anni precedenti – dati su redditi, patrimoni e composizione familiare – ma il sistema risulta già aggiornato e allineato alle nuove regole.

In sintesi, marzo rappresenta un mese decisivo: chi non aggiorna l’Isee rischia di percepire meno del dovuto, mentre chi si muove entro i tempi stabiliti può mantenere l’importo pieno e recuperare eventuali differenze.

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