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Medio Oriente

Libano, un razzo colpisce la base della Brigata Sassari: cosa sappiamo


	A destra una foto d'archivio, impatto di un razzo che aveva colpito la base di Shama il 22 novembre 2024
A destra una foto d'archivio, impatto di un razzo che aveva colpito la base di Shama il 22 novembre 2024

Le autorità sono al lavoro per accertare l’origine dell’attacco

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Nel pomeriggio di oggi, un razzo di origine ancora non accertata ha colpito la base militare di Shama, nel sud del Libano, sede della Brigata Sassari e del contingente italiano, e quartier generale del settore Ovest della missione UNIFIL.

Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità italiane, non si registrano feriti tra i militari. L’impatto avrebbe causato soltanto lievi danni alle infrastrutture della base, senza compromettere l’operatività del contingente.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in costante contatto con i vertici militari per monitorare la situazione. In particolare, sono in corso aggiornamenti continui con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e con il comandante del contingente italiano dispiegato nell’area.

Da diversi giorni, nell’area, si registrano intensi combattimenti tra i miliziani di Hezbollah e i soldati delle Forze di difesa israeliane, in un’escalation che desta crescente preoccupazione a livello internazionale. Secondo fonti locali e osservatori sul terreno, gli scontri si concentrano lungo la linea di confine, dove si susseguono bombardamenti, lanci di razzi e operazioni militari mirate. Entrambe le parti rivendicano attacchi contro postazioni strategiche, mentre il bilancio delle vittime e dei feriti resta in continuo aggiornamento.

Le autorità civili della zona riferiscono di danni significativi alle infrastrutture e di un progressivo aumento degli sfollati, costretti ad abbandonare le proprie abitazioni per mettersi in salvo. Intanto, la comunità internazionale invita alla moderazione, temendo un ulteriore allargamento del conflitto in una regione già altamente instabile.

Analisti sottolineano come l’attuale escalation rappresenti uno dei momenti più critici degli ultimi anni, con il rischio concreto di un confronto su più ampia scala se non interverranno rapide iniziative diplomatiche volte a ridurre la tensione.

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