In pensione prima dei 62 anni, ecco i requisiti e la scadenza delle domande
Stop all’adeguamento alla speranza di vita fino al 2028 e platea definita di lavoratori ammessi al beneficio
Roma C’è tempo fino al 1° maggio 2026 per presentare all’Inps la domanda di accertamento del diritto ai benefici previdenziali riservati ai lavoratori impegnati in attività usuranti o notturne. Lo ricorda l’Istituto con il messaggio n. 1188/2026.
L’adempimento riguarda chi maturerà i requisiti agevolati per il pensionamento anticipato nel corso del 2027. In questi casi è possibile lasciare il lavoro con almeno 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi e il raggiungimento della quota 97,6, data dalla somma tra età anagrafica e anzianità contributiva.
Una novità rilevante introdotta dalla legge di bilancio 2026 è il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita per il biennio 2027-2028. Questo significa che i requisiti resteranno invariati fino al 31 dicembre 2028, offrendo maggiore stabilità ai lavoratori interessati. Le tutele si applicano alle categorie individuate dal Decreto Legislativo 67/2011.
Rientrano tra i beneficiari gli addetti a mansioni particolarmente gravose, come lavori in galleria, cave o ambienti ad alte temperature, oltre a chi opera nella bonifica dell’amianto. Sono inclusi anche i lavoratori notturni, sia quelli impegnati per almeno sei ore consecutive tra mezzanotte e le cinque del mattino per almeno 64 giorni l’anno, sia coloro che svolgono attività per almeno tre ore nello stesso intervallo per l’intero anno lavorativo. Tra le altre categorie figurano gli addetti alla linea catena in imprese con specifiche tariffe Inail e i conducenti di mezzi di trasporto pubblico con almeno nove posti.
Per accedere al beneficio è necessario aver svolto queste attività per almeno metà della vita lavorativa oppure per sette degli ultimi dieci anni.
La procedura prevede due passaggi distinti: entro il 1° maggio deve essere inviata la domanda di accertamento dei requisiti. Solo dopo l’eventuale esito positivo sarà possibile presentare la domanda di pensione vera e propria, di norma uno o due mesi prima della decorrenza.
Alla richiesta vanno allegati documenti che attestino l’attività svolta, come buste paga, libretti di lavoro, ordini di servizio e lettere di assunzione, secondo quanto stabilito dal decreto del Ministero del Lavoro del 20 settembre 2017. La procedura è esclusivamente telematica tramite il portale Inps. In alcuni casi, come per i lavoratori inseriti in turni di 12 ore, è richiesto anche il contratto collettivo che certifichi l’organizzazione del lavoro notturno.
Il rispetto della scadenza è determinante. Le domande presentate in ritardo comportano lo slittamento della pensione: di un mese per invii tra il 2 maggio e il 1° giugno, di due mesi tra il 2 giugno e il 31 luglio e di tre mesi per le richieste successive. Per il comparto scuola e Afam il ritardo ha effetti più pesanti, con il rinvio diretto all’anno successivo e decorrenza fissata al 1° settembre o al 1° novembre 2028.
