Busta paga maggio 2026, in arrivo benefit e aumenti (ma non per tutti): ecco chi ne avrà diritto e le novità
La nuova indennità riguarderà anche i contratti collettivi scaduti
Il decreto del 1° maggio allo studio del governo introdurrà alcune novità in busta paga, con benefici diffusi ma non uniformi. Non si tratta di una rivoluzione: gli aumenti saranno contenuti e incideranno poco sui redditi più bassi. La nuova indennità per i contratti collettivi scaduti, ad esempio, dovrebbe tradursi in poche decine di euro. Le misure si inseriscono comunque nel solco degli interventi degli ultimi anni, come il taglio dell’Irpef e del cuneo fiscale, con l’obiettivo di rafforzare il potere d’acquisto.
Tra le principali novità c’è l’ampliamento dei fringe benefit, con la possibilità di alzare la soglia di esenzione fino a 3.000 euro annui, anche se resta da chiarire se varrà per tutti o solo per alcune categorie.
Sul fronte dei contratti collettivi, è prevista un’indennità temporanea per i lavoratori con Ccnl scaduti: dopo sei mesi scatterebbe un’integrazione pari al 30% dell’inflazione programmata, che salirebbe al 60% dopo un anno di ritardo, per incentivare i rinnovi.
Prevista anche la detassazione degli aumenti contrattuali: per i rinnovi firmati dal 2024, gli incrementi in vigore dal 2027 saranno tassati al 5% per chi guadagna fino a 33.000 euro.
Spazio poi ai premi di produttività, che dal 2028 avranno un’aliquota dell’1% fino a 5.000 euro annui, con possibilità di conversione in welfare aziendale esentasse.
Infine, dal 2027, tassazione ridotta al 15% anche per straordinari, turni, lavoro notturno e festivo (entro 1.500 euro annui) per i lavoratori con redditi fino a 40.000 euro.
