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L’emergenza

Crisi energetica e smart working, domani l’Europa presenterà il piano di riduzione dei consumi: ecco cosa prevede

Crisi energetica e smart working, domani l’Europa presenterà il piano di riduzione dei consumi: ecco cosa prevede

Tra le misure più discusse c’è l’ampio ricorso al lavoro da remoto

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Lo scenario è tutt’altro che stabile. Nonostante la riapertura dello Stretto di Hormuz, il sistema energetico globale resta appeso a troppe incognite, soprattutto legate alla ripartenza a pieno regime dei giacimenti nel Golfo. A Bruxelles, però, non si aspetta: si lavora già all’ipotesi più critica, quella di un’impennata dei prezzi capace di travolgere famiglie e imprese tra primavera e inizio estate. Secondo le previsioni, eventuali rincari potrebbero iniziare a farsi sentire già da maggio, seguendo i tempi delle scorte e degli approvvigionamenti. Per questo la Commissione europea è pronta a mettere sul tavolo un nuovo pacchetto di interventi, pensato per contenere i consumi e limitare i danni economici.

Il piano per tagliare i consumi

Il programma, che sarà presentato il 22 aprile, punta su una strategia chiara: ridurre la domanda energetica senza imporre obblighi diretti ai cittadini. Tra le misure più discusse c’è il ricorso più ampio al lavoro da remoto. Non si tratterebbe però di un’imposizione dall’alto, ma di una linea guida rivolta ai governi, invitati a incentivare lo smart working dove possibile.

Nella stessa direzione va anche l’idea di limitare l’utilizzo degli edifici pubblici, riducendo accensioni, climatizzazione e illuminazione. L’obiettivo è alleggerire i consumi quotidiani senza ricorrere a misure drastiche.

Trasporti e mobilità

Un altro fronte chiave è quello della mobilità. Bruxelles spinge per rendere più convenienti i mezzi pubblici e favorire soluzioni alternative all’auto privata: car sharing, biciclette e micromobilità. Tra le ipotesi sul tavolo compaiono anche giornate senza auto e limiti di velocità temporaneamente più bassi, strumenti già utilizzati in passato per contenere i consumi di carburante.

Voli

Nel mirino finisce anche il trasporto aereo. L’Unione europea sta valutando interventi specifici sul carburante per gli aerei, mentre cresce la preoccupazione degli operatori aeroportuali per possibili interruzioni delle forniture dal Medio Oriente.

Nel piano compare quindi un’indicazione chiara: ridurre i voli sulle tratte dove esistono alternative più sostenibili, come il treno. Non si tratta di divieti, ma di un invito alla prudenza in un contesto ancora fragile.

Aiuti mirati

Sul fronte economico, la linea è quella di interventi più selettivi. Dopo le critiche del Fondo Monetario Internazionale alle politiche di riduzione generalizzata delle accise, Bruxelles spinge per strumenti mirati: voucher energetici, tariffe agevolate e possibili prezzi calmierati per le fasce più vulnerabili.Accanto agli aiuti immediati, resta centrale la transizione energetica: incentivi per il fotovoltaico, diffusione delle pompe di calore e sostituzione degli impianti più energivori, così da ridurre nel tempo la dipendenza da gas e petrolio.

Il nodo delle risorse

C’è però un limite evidente: non sono previsti nuovi finanziamenti europei. Gli Stati membri dovranno muoversi utilizzando fondi già disponibili, come quelli del Pnrr o della coesione, oltre a margini nazionali sugli aiuti di Stato.

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