“L’Alternos” sbarca a Cesano Boscone per “Sa die de sa Sardigna”
Il romanzo di Vindice Lecis al centro della presentazione organizzata dal Circolo “Domo nostra”
Milano “L’Alternos” sbarca in Lombardia, a Cesano Boscone, città metropolitana di Milano. L’appuntamento con “Il romanzo della sarda rivoluzione” di Vindice Lecis è fissato per sabato prossimo, 25 aprile 2026, in occasione dell’imminente “Die de sa Sardigna”. Insieme all’autore del libro, interverrà Antonello Bonu, assessore del Comune di Bono. A moderare l’incontro, invece, sarà Marinella Panceri. Organizza il Circolo culturale sardo “Domo nostra” di Cesano Boscone, presidente Beatrice Spano. L’evento è in programma a partire dalle ore 16 nella sede dell’associazione degli emigrati (in via Anna Kuliscioff, 7/A).
Un’occasione per conoscere de visu Vindice Lecis, giornalista e scrittore sassarese, classe 1957, una lunga esperienza nelle testate del Gruppo editoriale L’Espresso (La Nuova Sardegna, Il Centro, La provincia Pavese, La Nuova Ferrara, La Gazzetta di Reggio, Agl-Agenzia giornali locali). Autore di numerosi saggi e romanzi storici, con “L’Alternos” (edito da Condaghes) parte dal gennaio del 1793, quando una flotta di navi della neonata Repubblica francese si affaccia nel golfo di Cagliari certa che i sardi accoglieranno i francesi come liberatori dopo decenni di dominazione sabauda. Ma la disorganizzazione delle truppe da un lato e la compattezza dei sardi dall’altra faranno fallire il proposito di annessione di un’isola considerata strategica. Altrettanto deludente sarà il tentativo di prendere La Maddalena a opera del luogotenente Napoleone Bonaparte. «La cacciata dei francesi – si legge nella nota di presentazione del romanzo – non rinsalda però il rapporto tra sardi e Savoia. Stremati da un sistema monarchico che li esclude e umilia, gli Stamenti chiedono maggiore autonomia al governo di Torino, compreso il coinvolgimento nelle cariche civili e militari. Il forte diniego da parte del re Vittorio Amedeo III e del viceré Balbiano causa delle rivolte civili che sfociano presto nei moti insurrezionali e nella cacciata, il 28 aprile 1794, dei funzionari piemontesi e del viceré dalla Sardegna. L’Alternos Giovanni Maria Angioy, con l´aiuto della borghesia e del popolo schiacciato da un sistema feudale insostenibile, si trova a dover combattere per le idee di uguaglianza fortemente osteggiato da reazionari e feudatari non disposti a rinunciare ai propri privilegi».

