La Nuova Sardegna

Tesori ritrovati

Dal terreno emerge un raro anello d’oro di 700 anni fa dalle proprietà magiche: la scoperta archeologica è eccezionale – Ecco perché

di Redazione Web

	L'anello ritrovato dagli archeologi
L'anello ritrovato dagli archeologi

Appartenuto a una donna dell’aristocrazia, il gioiello ha lasciato tutti senza fiato per la sua fattura, la sua rarità e per ciò che poteva rivelare sulla vita e le credenze nel Medioevo

3 MINUTI DI LETTURA





Un raro anello d’oro medievale, rinvenuto a Tønsberg, rivela credenze e tecniche artigianali dell'epoca. È quello che è successo a nella città più antica della Norvegia, dove gli archeologi dell'Istituto Norvegese per la Ricerca sul Patrimonio Culturale (NIKU) hanno fatto una scoperta eccezionale: un anello d'oro medievale quasi intatto, rimasto sepolto per oltre 700 anni. Secondo gli esperti, il ritrovamento è eccezionalmente raro: dei circa 220 anelli d'oro registrati nel database nazionale norvegese dei manufatti, solo 63 risalgono al Medioevo, e nessun anello paragonabile è stato rinvenuto a Tønsberg da circa 15 anni. Stilisticamente, l'anello integra influenze provenienti da diversi periodi e regioni. I motivi a spirale richiamano disegni noti in Scandinavia e Inghilterra tra il IX e l'XI secolo, mentre la combinazione di filigrana e granulazione riflette tecniche introdotte in Norvegia dalle tradizioni orafe bizantine e carolingie.

La scoperta: ritrovamento eccezionale 

«Era una tranquilla giornata estiva, nel cuore di Tønsberg, la città più antica della Norvegia – riporta il sito Archaeology Magazine – quando l'archeologa Linda Åsheim scoprì un anello d'oro medievale intatto che emergeva dal terreno a pochi passi dalla moderna superficie stradale. Adagiato a soli sette centimetri di profondità, il gioiello si distingueva immediatamente per la sua fattura, la sua rarità e per ciò che poteva rivelare sulla vita e le credenze nel Medioevo». 

Grazie alla stratigrafia del terreno e al ritrovamento di un ramoscello di abete rosso nello strato immediatamente superiore, gli scienziati sono riusciti a datare il reperto con precisione. Le analisi al radiocarbonio collocano il gioiello in un arco temporale compreso tra il 1167 e il 1269.

Gli scavi

L'anello è stato rinvenuto durante gli ampi scavi condotti dall'Istituto norvegese per la ricerca sul patrimonio culturale (NIKU) per conto del Comune di Tønsberg. I lavori, che rientrano in un progetto di miglioramento delle infrastrutture di drenaggio delle acque piovane, hanno portato alla luce parti dell'abitato medievale nei pressi di Prestegaten e Storgaten, in un'area protetta come parte del centro storico di Tønsberg, al di sotto dell'antica fortezza reale di Tunsberghus. In quest'area, gli archeologi hanno precedentemente documentato case, strade, strutture in legno e segni di danni da incendio, elementi che ci forniscono preziose informazioni sul ruolo del luogo come centro urbano nella Norvegia medievale.

L’anello dai poteri magici

L'anello presenta una pietra ovale di un blu intenso incastonata in una fascia d'oro finemente lavorata. La pietra, , è incorniciata da un'elaborata filigrana (sottili fili d'oro attorcigliati a spirale) e da una delicata granulazione composta da minuscole perline saldate. Le pietre erano considerati molto preziosi nel Medioevo. Si credeva che le pietre blu, autentiche o imitate, possedessero poteri protettivi e morali: preservare la castità, rinfrescare il corpo e offrire protezione divina.

Lapislazzuli: virtù, proprietà e significato della pietra

Questa gemma, precedentemente nota come "pietra semipreziosa", ha affascinato l'uomo fin dalla notte dei tempi. Nel corso dei secoli, il lapislazzuli è stato considerato un simbolo di salute, nobiltà, fortuna, forza divina, potere, coraggio, eleganza e purezza.

Questa pietra pregiata è stata spesso utilizzata per creare oggetti di lusso e gioielli sontuosi. Già in epoca preistorica il lapislazzuli veniva montato in gioielleria o indossato come ornamento. Gli Egizi lo utilizzavano per ornare le maschere funerarie dei faraoni e per creare portafortuna a forma di occhio o di scarabeo. 

Primo Piano
Il giallo

Naufragio all’Asinara, il caso arriva alle Iene: torna la pista passionale e spunta un audio con una possibile confessione

di Redazione web
Le nostre iniziative