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Le low cost colpite dal caro carburante riducono i voli e aumentano i prezzi, ecco perché e cosa fare

Le low cost colpite dal caro carburante riducono i voli e aumentano i prezzi, ecco perché e cosa fare

Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz all’impennata del jet fuel: Ryanair, Transavia e altre compagnie ridimensionano le rotte

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Roma L’aumento dei prezzi del carburante per aerei, legato alle tensioni in Medio Oriente, sta già producendo effetti concreti sul trasporto aereo. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha ridotto l’offerta di petrolio sul mercato internazionale, spingendo verso l’alto il costo del jet fuel e alimentando timori di possibili carenze. In questo contesto, diverse compagnie low cost – tra cui Ryanair, Transavia e Volotea – stanno iniziando a ridurre i voli. Non si tratta solo di una reazione a eventuali difficoltà di approvvigionamento, ma di una strategia preventiva per contenere i costi operativi.

Il modello low cost sotto pressione

Le compagnie a basso costo risultano particolarmente esposte a questo scenario. Il loro modello di business, basato su tariffe contenute, lascia margini ridotti per assorbire l’aumento delle spese, soprattutto quelle legate al carburante. Secondo alcune stime, questo segmento rappresenta oltre un terzo del mercato globale e proprio per questo è tra i primi a risentire delle oscillazioni dei costi energetici. Alcune cancellazioni rientrano anche nei normali aggiustamenti stagionali, ma gli analisti avvertono che, se i prezzi resteranno elevati, saranno necessari ulteriori tagli.

Estate a rischio tra rincari e cancellazioni

Prima dell’attuale crisi, le compagnie potevano mantenere operative anche rotte con margini ridotti o in perdita. L’aumento del carburante cambia completamente lo scenario, imponendo scelte più drastiche, soprattutto in vista dell’alta stagione estiva. Il rischio è duplice: da un lato la cancellazione di voli, dall’altro un aumento significativo dei prezzi dei biglietti. Una situazione che potrebbe incidere direttamente sui programmi di viaggio di molti passeggeri.

Strategie diverse tra le compagnie

La rapidità delle decisioni dipende anche dalle politiche di acquisto del carburante. Alcune compagnie, in particolare in Europa, si tutelano fissando i prezzi in anticipo, attenuando così l’impatto immediato degli aumenti. Nonostante ciò, diverse realtà hanno già annunciato interventi concreti:

  • Air Transat ha ridotto del 6% il programma voli tra maggio e ottobre;
  • AirAsia X ha comunicato nuovi tagli e aumenti tariffari fino al 40%, con circa il 10% dei voli già cancellati;
  • Altre compagnie, invece, scelgono di mantenere la capacità attuale, puntando su una strategia competitiva rispetto ai rivali.

Tagli e riduzioni in Europa

Nel mercato europeo si registrano interventi differenziati. Il gruppo Lufthansa ha annunciato la cancellazione di 20.000 voli entro ottobre, oltre alla sospensione delle attività della compagnia regionale CityLine. Air France-Klm ha ridotto del 2% l’operatività della controllata Transavia nei mesi di maggio e giugno, mentre Klm ha limitato i tagli all’1% dei voli europei.

Ryanair ha motivato alcune riduzioni con l’aumento dei costi e delle tasse aeroportuali, intervenendo su rotte da e per Berlino e diminuendo del 10% i voli da Dublino. Anche Volotea ha effettuato un ridimensionamento, con una riduzione inferiore all’1% del programma estivo.

Invito alla prudenza per i viaggiatori

In questo scenario, cresce l’incertezza per chi deve pianificare un viaggio. Alcuni operatori del settore invitano a prenotare con anticipo, per evitare possibili rincari o difficoltà legate alla disponibilità dei voli. Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’attuale fase di instabilità energetica si tradurrà in un ridimensionamento più ampio dell’offerta aerea o in un ulteriore aumento dei prezzi.

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