La Nuova Sardegna

Il caso

Il delitto di Garlasco, Chiara Poggi uccisa per una ossessione: tutte le motivazioni che portano a Sempio

di Maria Fiore
Il delitto di Garlasco, Chiara Poggi uccisa per una ossessione: tutte le motivazioni che portano a Sempio

Sotto la lente degli investigatori 7 anni di scritti su un blog e post di disprezzo per le donne

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Garlasco Non semplice rabbia, ma odio. Non un raptus, ma un’azione basata su un sentimento molto più intenso di avversione e ostilità. Questo sentimento, forse coltivato da tempo, avrebbe spinto Andrea Sempio, 37 anni, commesso e amico del fratello della vittima, a uccidere Chiara Poggi la mattina del 13 agosto 2007. Di odio verso la vittima si parla, non a caso, nel capo di imputazione che i pm Stefano Civardi, Alberto Palermo e Giulia Rizza contestano a Sempio nell’invito a rendere interrogatorio, dopo che è stata modificata l’incolpazione provvisoria di oltre un anno fa, quando la Procura guidata da Fabio Napoleone ipotizzava un concorso nell’omicidio con «ignoti» o con Alberto Stasi, l’allora fidanzato condannato a 16 anni di carcere per il delitto. Sempio, secondo i pm pavesi, avrebbe fatto tutto da solo. Ma perché?

Profilo e movente

Per delineare il possibile movente, che i pm indicano nell’«odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale», gli uomini del Racis, il Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche, hanno analizzato appunti manoscritti e diari di Sempio ma anche pensieri lasciati dall’indagato sul web: oltre ai post su Facebook il Racis ha setacciato anche sette anni di messaggi scambiati con altri utenti su un blog di seduzione. Andrea Sempio (o meglio, l’utente registrato come Andreas) comincia a scrivere su questo blog il 7 novembre 2009 e l’ultimo messaggio è del 1 novembre 2016, quando esplode la prima inchiesta a suo carico, poi archiviata tre mesi dopo quando la procura era guidata dal pm Mario Venditti (indagato a Brescia con l’accusa di avere condizionato l’indagine).

I messaggi sotto la lente

In un post si parla delle difficoltà di relazione con il genere femminile: «Ho quasi ventidue anni e con le donne sono arrivato al massimo a qualche bacio. Credo che il mio ostacolo principale sia il contatto fisico», e ancora: «L’unica volta in cui mi sono innamorato (da cui poi è nata una one-itis di quasi due anni) è capitata in un momento oscuro della mia vita… tra i 18 e i 20», dove one-itis sta per «ossessione». Parole che non possono costituire un atto di accusa, perché non provano nulla, ma che gli investigatori hanno preso in grande considerazione, anche nelle parti più suggestive, come quando “Andreas” scrive di non avere dormito, una volta, per tre giorni consecutivi, «da un lunedì mattina (il 13 agosto era un lunedì, ndr) alla notte tra mercoledì e giovedì: avevo 18-19 anni, vacanze estive, non facevo nulla tutto il giorno e non ero mai stanco». Ci sono poi messaggi in cui si parla di stupro «come dimostrazione pratica della forza del maschio e la “prova” che trasmetterà ai propri discendenti qualità di forza e aggressività, utilissime a sopravvivere in natura».

Le telefonate

Il profilo psicologico da solo non potrà essere usato come prova nel processo, ma potrebbe contribuire a delineare il quadro accusatorio, che per i pm risiede, per ora, nelle prove scientifiche: il Dna sulle unghie e soprattutto una traccia palmare sul muro della scala della cantina che Sempio avrebbe lasciato durante l’omicidio di Chiara. Ma anche sullo scontrino del parcheggio consegnato ai carabinieri nel 2008, che costituirebbe per gli investigatori un alibi falso. E poi le telefonate: quelle partite dal telefono di Sempio la mattina dell’omicidio e dirette agli amici agganciano le celle di Garlasco e non di Vigevano, dove avrebbe dovuto essere secondo lo scontrino. Ma nel mirino ci sono soprattutto le tre telefonate che l’indagato fece a casa Poggi nei giorni precedenti il delitto, tra il 4 e l’8 agosto, tutte di pochi secondi. Sempio disse che non ricordava se l’amico Marco Poggi fosse partito per le vacanze, ma in realtà si erano incontrati proprio il 3 agosto, la sera prima della partenza del giovane in Trentino.  

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