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Il processo

Caso Tisci a New York: lo stilista accusato di violenza sessuale, Mahmood chiamato a testimoniare – Cosa sappiamo

Caso Tisci a New York: lo stilista accusato di violenza sessuale, Mahmood chiamato a testimoniare – Cosa sappiamo

L’inchiesta partita dalla denuncia di un 35enne che punta il dito contro l’ex direttore creativo di Givenchy. Il cantante, non indagato, avrebbe dato da bere all'accusatore

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Il cantante Mahmood è stato citato a comparire in veste di testimone nel procedimento legale che vede coinvolto l'ex direttore creativo di maison come Givenchy e Burberry, Riccardo Tisci. Lo stilista italiano deve rispondere alle gravi accuse di aggressione sessuale mosse dal trentacinquenne Patrick Cooper all'interno di una denuncia depositata presso la Corte Suprema di New York nell'aprile del 2025. I fatti contestati risalirebbero al weekend del Pride del 2024.

Le accuse

Secondo la ricostruzione dell'accusa, Cooper si trovava in un locale di Harlem, quartiere di Manhattan, in compagnia di un amico, quando avrebbe incontrato Tisci e il suo entourage. La serata avrebbe poi preso una piega drammatica: il trentacinquenne sostiene di aver perso completamente lucidità nel corso della notte e di essersi risvegliato nudo nell'abitazione dello stilista, senza alcun ricordo di quanto accaduto nelle ore precedenti. In questa delicata cornice si inserisce il coinvolgimento di Mahmood, menzionato negli atti giudiziari con il suo nome anagrafico, Alessandro Mahmoud. È fondamentale precisare che l'artista non figura in alcun modo tra gli indagati ed è stato chiamato in causa esclusivamente come possibile testimone dei fatti. Tuttavia, le dichiarazioni del denunciante, riportate dal magazine MOW e al centro di un approfondimento curato dal giornalista francese Louis Pisano, tirano in ballo direttamente il cantautore in merito al momento in cui sarebbe avvenuta la presunta somministrazione di sostanze alteranti.

Il drink

Negli stralci della denuncia, infatti, Cooper punta il dito contro il bicchiere consumato nel locale: «È stato Mahmood ad avermi portato l'unico drink che ho bevuto. Credo ci fosse qualche tipo di droga dentro perché non ci possono essere altre spiegazioni per il mio blackout. Io con Tisci non avevo alcuna intenzione di fare sesso». Di fronte a queste pesanti accuse, la reazione di Riccardo Tisci è stata perentoria. Attraverso i suoi rappresentanti legali e un portavoce ufficiale, il designer ha respinto con fermezza ogni addebito, bollando le ricostruzioni dell'accusa come «categoricamente false» e dichiarandosi pronto a dare battaglia in sede dibattimentale per dimostrare la propria totale innocenza. Da parte sua, al momento, Mahmood ha scelto la via del silenzio. Non risultano infatti dichiarazioni pubbliche o commenti ufficiali da parte del cantante in merito al suo coinvolgimento come testimone nella vicenda.

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