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Sub morti alle Maldive, chi sono gli specialisti che stanno recuperando i corpi: «Abilitati fino a 100 metri»

Sub morti alle Maldive, chi sono gli specialisti che stanno recuperando i corpi: «Abilitati fino a 100 metri»

Il post di Dan: «Siamo sommozzatori che aiutano i sommozzatori»

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«Prima di essere medici, ricercatori o specialisti di emergenza, siamo sommozzatori che aiutano i sommozzatori. Ecco perché abbiamo mobilitato una task force internazionale di sommozzatori specializzati in tecnologia e grotta, esperti medici e supporto operativo per assistere le operazioni di ricerca e recupero in corso nelle Maldive».

Sono Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, i tre specialisti d'élite della fondazione internazionale Dan Europe (Divers Alert Network) atterrati alle Maldive per tentare il recupero degli italiani ancora dispersi dal 14 maggio nell'atollo di Vaavu. Ieri 19 maggio il recupero di altri due corpi.

Dalla Thailandia alle Maldive: una squadra d'eccellenza

Il team di sub-speleologi della fondazione Dan Europe, con base in Finlandia, appartiene a una rete che dal 1983 gestisce i soccorsi più complessi del pianeta. Famosi per aver salvato nel 2018 i dodici giovani calciatori intrappolati nella grotta di Tham Luang in Thailandia, e protagonisti del documentario Diving into the Unknown — nato dopo il recupero non autorizzato di due amici in una grotta norvegese nel 2014 — i tre specialisti si trovavano in Svezia per esplorare miniere sommerse quando è arrivata la chiamata d'emergenza venerdì scorso. 

Ora il loro obiettivo sono le grotte sottomarine di Alimathaa, dove hanno iniziato da subito a cercare i corpi di Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, dopo il ritrovamento della guida Gianluca Benedetti l'indomani del naufragio.

Abilitati fino a 100 metri di profondità grazie all'uso di rebreather a circuito chiuso, i sub hanno dedicato le prime ore alla logistica dei gas, ai test e alla pianificazione medica. Secondo Chiara Ferri, direttrice medica di Dan Europe, l'accesso alla grotta si trova infatti tra i 55 e i 60 metri di profondità, all'interno di un sistema sommerso lungo centinaia di metri e pieno di insidiosi passaggi interni. 

Logistica, supporto locale e rientro dei superstiti

Sul posto il team è supportato dai dispositivi booster per la ricarica rapida delle bombole forniti dal tour operator Albatros Top Boat. La fondazione Dan Europe – con sede italiana a Roseto degli Abruzzi e che gestisce fino a 1.800 interventi all'anno – ha schierato la sua squadra scandinava più esperta, l'unica in grado di tentare un ingresso in sicurezza in quelle acque e riportare a casa i quattro connazionali.

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