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Tribunale

Affittava case fantasma e intascava le caparre: la truffa del finto agente immobiliare del Sassarese

di Nadia Cossu
Affittava case fantasma e intascava le caparre: la truffa del finto agente immobiliare del Sassarese

Turisti vanno in vacanza a San Teodoro ma l’alloggio prenotato non esiste

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Sassari Si presentavano davanti a villette al mare convinti di iniziare una vacanza da sogno. Valigie in mano, bambini al seguito, la prenotazione salvata sul telefono e la certezza di aver trovato l’affare giusto online. Poi, però, la scena era quasi sempre la stessa: il numero civico corretto, il campanello suonato con insistenza e dall’altra parte una famiglia qualunque, incredula quasi quanto i turisti. «Guardate che qui non c’è nessuna casa in affitto». E soprattutto: «Non siete i primi a venire».

È l’ennesimo capitolo di una vicenda che da anni attraversa l’Italia e che ieri è approdata ancora una volta in tribunale a Sassari, dove il giudice Elena Barmina ha condannato Luigi Brundu, 39enne originario di Ittireddu (difeso dall’avvocato Silvia Ferraris), a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, per una truffa legata a false locazioni turistiche.

Questa volta vittima del raggiro è stata una coppia che aveva trovato online l’annuncio di una casa vacanze a San Teodoro. Le fotografie mostravano ambienti luminosi, vicini al mare, perfetti per una vacanza estiva in Sardegna. Per bloccare la prenotazione, i due avevano versato una caparra da 580 euro. Tutto sembrava regolare. Fino all’arrivo.

Quando si sono presentati all’indirizzo indicato nell’annuncio, hanno scoperto che quella casa semplicemente non esisteva. O meglio: esisteva il civico, ma non l’immobile pubblicizzato nelle fotografie. Al suo interno viveva una famiglia che, a quanto pare, conosceva fin troppo bene quella situazione. Non era infatti la prima volta che turisti arrivavano lì convinti di aver prenotato una vacanza.

Secondo quanto emerso nel procedimento, non si tratterebbe di un episodio isolato. Sul 39enne graverebbero infatti decine di procedimenti pendenti per truffa in altre regioni d’Italia. Non soltanto in Sardegna, dunque, ma un sistema che negli anni avrebbe colpito persone da Nord a Sud sfruttando il meccanismo delle false case vacanza pubblicate online a prezzi estremamente convenienti.

In un caso – non contestato in questo procedimento – pare che l’imputato fosse riuscito a ingannare alcune persone facendo loro prenotare delle camere in piazza San Marco, a Venezia, a soli 25 euro a notte. Un prezzo fuori mercato che, col senno di poi, avrebbe dovuto far scattare più di un campanello d’allarme. Ma il desiderio di trovare l’occasione perfetta, soprattutto in località turistiche molto richieste, spesso finisce per avere la meglio sulla prudenza.

Nel tempo, attorno al nome dell’uomo è nata anche una sorta di rete spontanea di segnalazioni sui social. Su Facebook sono comparsi gruppi creati appositamente da persone che raccontano la propria esperienza nel tentativo di mettere in guardia altri utenti. C’è chi scrive di aver inviato una prima caparra e di essersi poi visto chiedere altro denaro con la scusa che al momento dell’arrivo non sarebbe stato possibile consegnare contanti al personale incaricato delle pulizie. E quando le vittime iniziavano a sospettare della truffa e chiedevano indietro i soldi, partivano rassicurazioni, rinvii e promesse di bonifici mai arrivati.

Altri utenti invece avrebbero scoperto troppo tardi che gli indirizzi indicati negli annunci non corrispondevano ad alcuna struttura ricettiva. Alcuni parlano di settimane trascorse ad attendere rimborsi promessi e mai ricevuti, altri raccontano di essere riusciti a evitare il peggio soltanto dopo aver intuito che qualcosa non tornava nelle richieste di ulteriori pagamenti.

Messaggi pieni di rabbia e amarezza, scritti da persone che pensavano semplicemente di aver organizzato qualche giorno di vacanza e che invece si sono ritrovate senza soldi, senza casa e con la sensazione di essere finite dentro un copione già visto decine di volte.
 

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