Intelligenza Artificiale, i costi energetici stanno diventando insostenibili: il report choc
Fra le conseguenze riportate nei dati dell’Agenzia europea dell’ambiente anche il vertiginoso aumento dei consumi delle risorse idriche
Il rapido sviluppo dell'Intelligenza Artificiale nel contesto europeo impone una rigorosa valutazione dei relativi costi ambientali, dinamica non più procrastinabile. Il recente studio pubblicato dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), intitolato "Artificial intelligence and sustainable consumption in Europe”, evidenzia con chiarezza la crescente pressione esercitata dalle infrastrutture digitali sulle risorse energetiche del continente.
Criticità e Proiezioni Energetiche dei Data Center
Le infrastrutture di calcolo rappresentano il fulcro di tale criticità, come dimostrano i seguenti indicatori.
Incremento della domanda: le proiezioni stimano un raddoppio del consumo di energia elettrica del settore entro il 2030, trainato principalmente dall'espansione dell'IA.
Rilevanza globale: il territorio europeo catalizza attualmente il 15% dell'assorbimento elettrico mondiale riferito ai data center.
Saturazione delle reti: l'elevata densità di tali impianti in prossimità dei maggiori nodi urbani genera severe criticità e sovraccarichi logistici sulle reti di distribuzione locali.
Le politiche da rivedere secondo l’Agenzia
Con la rapida trasformazione dell’economia europea grazie all’IA, il continente avrebbe il dovere di «indagare come una politica mirata possa sia garantire il vantaggio economico che gestire i compromessi legati all’implementazione di queste tecnologie in un momento in cui le pressioni ambientali devono diminuire».
L’ultimo report dell’Agenzia sottolinea: «Essendo le tecnologie IA in rapida espansione e in grado di plasmare i sistemi, hanno il potere di ridefinire il funzionamento delle economie, le modalità di decisione dei consumi e l’organizzazione delle catene del valore».
Per raffreddare i data center, oltre mille miliardi di litri d’acqua nel 2028
Secondo il rapporto pubblicato «l'intelligenza artificiale (IA) genera una domanda di acqua in diverse fasi del suo ciclo di vita, tra cui il raffreddamento dei data center in loco (Scope 1), la produzione di energia elettrica (Scope 2) e la produzione di semiconduttori (Scope 3). Sebbene l'intensità del consumo idrico vari a seconda della progettazione tecnologica, del mix energetico e delle condizioni climatiche, la produzione di energia elettrica rappresenta generalmente la quota maggiore del consumo idrico legato all'IA, seguita dai processi di raffreddamento e dalla fabbricazione di semiconduttori. Questa impronta idrica multi-ambito rappresenta una sfida crescente per la governance ambientale dell'UE, poiché si estende a diversi settori e paesi con quadri normativi e condizioni climatiche differenti.
Le proiezioni attuali indicano che i data center basati sull'IA potrebbero aumentare il consumo annuo di acqua per il raffreddamento e la produzione di energia elettrica fino a circa 1.068 miliardi di litri entro il 2028, secondo uno scenario di riferimento, con un incremento di undici volte rispetto alle stime del 2024 (Morgan & Stanley, 2025). Questa stima si basa su una prevista espansione dell'IA generativa, corrispondente a un aumento della domanda di energia di un fattore 8,5 tra il 2024 e il 2028.
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