Energie rinnovabili, la Consulta accoglie il ricorso della Regione contro lo Stato – Che cosa succede ora
Stop ai decreti di Via su impianti agrivoltaici: il Ministero deve applicare la normativa regionale
Roma La Corte costituzionale ha accolto un ricorso della Regione sulle rinnovabili. Nella sentenza depositata oggi i giudici hanno deciso che l'autorità amministrativa statale deve applicare la normativa regionale vigente poiché solo la Corte costituzionale può dichiararne l'illegittimità.
È quanto si legge nella sentenza numero 88 del 2026, depositata oggi 25 maggio, con cui sono stati accolti i conflitti promossi dalla Regione Sardegna per l'annullamento di diversi decreti del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica contenenti valutazioni di impatto ambientale (VIA) sugli impianti da fonti energetiche rinnovabili (FER).
I decreti di VIA, relativi a progetti di realizzazione di impianti agrivoltaici ricadenti nelle Province di Oristano e di Sassari, sono stati adottati escludendo del tutto il confronto con i contenuti della legge della Regione numero 20 del 2024, in parte cassata dalla stessa Consulta ma per il resto perfettamente in vigore, avente a oggetto l'individuazione delle aree idonee e non idonee all'installazione di impianti FER nel territorio regionale. Secondo l'Amministrazione soccombente, la legge regionale sarda avrebbe dovuto considerarsi illegittima e, quindi, non applicabile, perché avrebbe determinato una forte limitazione alla diffusione degli impianti FER nella Regione, compromettendo il raggiungimento degli obiettivi concordati in sede europea sul raggiungimento delle energie "pulite". È stato dunque deciso che non spettava al MASE adottare i decreti contestati senza applicare la normativa regionale vigente. (giuseppe centore)
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