Il ritorno dello scorbuto pediatrico, salvata una bambina di 7 anni – Che cos’è e quali sono le cause
Considerata una malattia del passato, si sta ripresentando: all’origine della recrudescenza l’alimentazione sbagliata
Torino Un rarissimo caso di scorbuto pediatrico è stato diagnostico all'ospedale Regina Margherita di Torino a una bambina di 7 anni cui è stata fatta una diagnosi con quadro clinico compatibile con questa patologia.
Che cos’è lo scorbuto
La causa è la prolungata causata da grave e prolungata carenza di vitamina C che determina un'alterazione della sintesi del collagene, proteina fondamentale per l'elasticità e il sostegno di pelle, ossa, cartilagini e vasi sanguigni con conseguente fragilità dei tessuti connettivi, sanguinamenti e dolore osteo-articolare a volte accompagnata ad astenia, irritabilità e difficoltà alla deambulazione.
I nuovi casi
Lo scorbuto era considerato una malattia del passato. Oggi, invece, mostra una preoccupante riemergenza nei Paesi occidentali. Questo fenomeno riflette nuove fragilità nutrizionali in età pediatrica. La recrudescenza è principalmente legata alla diffusione di severa selettività alimentare. Si tratta di regimi dietetici molto ristretti, spesso poveri o privi di frutta e verdura. Lo scorbuto, quindi, non è una patologia storica. È ora tornata una condizione attuale, che richiede elevata attenzione clinica. Il suo riconoscimento può risultare complesso proprio per la scarsa familiarità con la diagnosi. È fondamentale un approccio clinico attento e strutturato. L'anamnesi deve essere mirata. È altrettanto importante dedicare tempo al paziente e alla famiglia, indagando con precisione anche le abitudini alimentari.
La pubblicazione
Un importante riconoscimento internazionale per la sanità piemontese arriva dalla pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale New England Journal of Medicine Evidence di questo caso clinico gestito presso l'ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, in collaborazione con l'Università degli Studi di Torino. «La pubblicazione su una rivista di tale rilievo rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro clinico svolto presso la nostra struttura - spiega Franca Fagioli, direttore del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita e Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell'Università di Torino - sottolinea il valore di una pediatria che coniuga rigore clinico, attenzione alla persona e cultura dell'ascolto» e Adriano leli, direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera Oirm - Sant'Anna di Torino, aggiunge: «Questo risultato testimonia l'elevato livello professionale e scientifico della nostra Azienda e conferma la grande preparazione dei nostri specialisti nella diagnosi e nella gestione di patologie complesse e ri-emergenti». «Abbiamo ritenuto fondamentale condividere questo caso per il suo valore didattico - conclude Emanuele Savasta, neospecialista della scuola di specializzazione di Pediatria di Torino e primo autore del lavoro - in presenza di dolore persistente o zoppia non spiegata da traumi, è essenziale un'anamnesi accurata. Le abitudini alimentari devono essere sempre indagate. Nella severa selettività alimentare, lo scorbuto deve entrare nella diagnosi differenziale. Una diagnosi precoce consente di evitare esami inutili e di avviare rapidamente una terapia efficace».
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