Pamela Prati: «Pupi Avati mi ha chiamata per un film, interpreterò una gitana degli anni ’50»
L’attrice ha ricordato Raffaella Carrà: «Mi ha ispirato in tutto»
Pamela Prati è stata ospite di “Da noi… a ruota libera”, il programma condotto da Francesca Fialdini di domenica su Rai1. Nel corso dell’intervista, la showgirl ha parlato dei suoi progetti professionali, dei ricordi familiari e di alcuni aspetti della sua vita personale.
Sul fronte lavorativo, Prati ha rivelato: «Ho presentato a Carlo Conti una canzone per Sanremo. Ho un sogno nel cassetto: tornare a Sanremo. Perché no?». Alla domanda se in futuro presenterà un brano anche a Stefano De Martino, ha risposto: «Ci penserò».
Parlando delle figure che hanno segnato il suo percorso artistico, ha ricordato Raffaella Carrà: «Mi ha ispirato in tutto. Da piccola la guardavo e desideravo incontrarla. La prima volta che l’ho vista tremavo. Era una donna dolcissima e molto generosa, soprattutto con le donne. Come lei nessuno».
Spazio anche ai progetti cinematografici. «Dopo tanti anni, ho avuto una chiamata da Pupi Avati e farò un film interpretando una gitana degli anni ’50», ha annunciato.
Nel corso dell’intervista, la showgirl ha parlato anche della madre, Salvatora: «Quando parlo di lei mi sento male, perché mi manca tantissimo. Lei era la mia prima sostenitrice». E ricordando l’infanzia trascorsa in orfanotrofio ha aggiunto: «Ricordo quando mi veniva a trovare e sentivo il suo profumo».
Infine, un passaggio sulla sua vita privata: «Vorrei andare in Egitto, ma ho paura dell’aereo. Ho paura del chiuso». Prati ha spiegato di soffrire di «claustrofobia cronica» e di desiderare di tornare nella sua Sardegna: «Andare in Sardegna oggi significherebbe riaprire una ferita della mia infanzia, ma io ho bisogno di lei e di andare lì».
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