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L’intervista

Caso Forestas, parla Salvatore Piras: «Tutti sapevano del mio lavoro, sono stato rimosso senza motivo»


	Salvatore Piras
Salvatore Piras

L’ex amministratore unico annuncia ricorso al Tar contro una decisione che definisce “irragionevole”

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Cagliari La decisione dell’ufficio anticorruzione della Regione, di procedere alla revoca dall’incarico di Salvatore Piras come amministratore unico di Forestas avrà una serie di ricadute giudiziarie e politiche. Sulle seconde da segnalare le critiche dell’opposizione alla giunta e alla presidente Todde per la scelta. Sulle prima da notare invece la decisione di Piras di ricorrere al Tar contro la determina dell’ufficio regionale che lo ha dichiarato decaduti per “inconferibilità” dell’incarico. Si tratta di una norma introdotta da un decreto legislativo del 2013 scritta per prevenire eventuali conflitti di interesse a seguito di nomine di privati nella pubblica amministrazione. Piras , in questa intervista, ritiene di non aver compiuto alcuna irregolarità e annuncia che si opporrà alla decisione di defenestrarlo da Forestas, assunta dagli uffici regionali, attraverso un ricorso al Tar che verrà depositato nei prossimi giorni.

Si aspettava la decisione dell’ufficio per la prevenzione della corruzione e trasparenza?

«No, perché non c’è stata alcuna scoperta improvvisa sulle mie attività. Erano tutte scritte nel curriculum, e sono state da me ripetute anche con altri atti subito dopo la nomina».

Vuol dire che il sistema Regione sapeva che lei era direttore del Gesù Nazareno di Sassari?

«Di più. Al momento della presentazione della domanda ho dovuto dichiarare che ero un lavoratore attivo, al momento della nota inviata, come da legge, “dipendente a tempo indeterminato alla Gena di Sassari, con la qualifica di dirigente e l’incarico di direttore generale”. Ho dovuto dare queste indicazioni perchè una delle richieste per i candidati era quella di dimostrare di non essere in pensione ».

Quindi gli uffici della Regione sapevano. Questo vale anche per altri incarichi? E cosa è successo dopo la scelta della Regione, che si è articolata con una delibera di giunta, 14 giugno 2024, e un decreto di nomina della Presidente Todde cinque giorni dopo?

«Gli uffici conoscevano, come da legge tutte le mie attività. Nessuno le ha contestate prima della nomina. Dopo di essa gli uffici di Forestas, credo l’ufficio legale, hanno predisposto il contratto, firmato da me e dal direttore generale (Antonio Casula, ex comandante del Corpo Forestale, ndr). L’elemento della inconferibilità allora non era emerso. Ho continuato a fare il direttore di Ge.Na., forte anche di un parere dove si dichiarava che non esisteva alcuna incompatibilità tra i ruoli».

In che cosa consisteva la sua attività in Forestas?

«Come amministratore unico, oltre alla rappresentanza legale sono tenuto a svolgere una serie di atti su bilancio, regolamenti, risorse e incarichi, oltre a proporre la nomina e la revoca del direttore generale dell'Agenzia. Prerogative e compiti regolati da Statuto e legge Forestale. Tutti i ruoli gestionali sono in capo al direttore generale, a me spettavano i compiti di indirizzo politico. Nella mia attività mi sono occupato più volte di rimettere in sesto aziende, come dire, in difficoltà».

Nessuna avvisaglia del terremoto di questi giorni?

«Nel novembre dello scorso anno c’è stata una richiesta di chiarimenti del direttore generale di Forestas all’ufficio anticorruzione, nella quale si chiedeva se esistessero profili di incompatibilità per il mio ruolo vista la mia attività in Ge.Na. La risposta è arrivata in tempi rapidi. Secondo gli uffici non c’era alcuna incompatibilità. Questa determinazione è stata mandata agli uffici regionali interessati e a Forestas, al direttore Casula».

Ma a gennaio è arrivata una sentenza del Consiglio di Stato che le ha dato torto.

«La sentenza del Consiglio di stato del 15 gennaio precisa che l’inconferibilità degli incarichi si ha quando emerge una interferenza funzionale tra ruoli svolti dal nominato prima e dopo la nomina. Il Consiglio di Stato è intervenuto su nomine in ambito sanitario. Ho difficoltà a trovare una interferenza tra il mio ruolo di direttore di Ge.Na, struttura accreditata, che quindi riceve pagamenti a prestazioni, nella cura e nella riabilitazione di soggetti affetti da disabilità psichica e amministratore di Forestas. Così come ho dubbi nel vedere applicati, come prescrive lo stesso Consiglio di Stato, i criteri di legalità, ragionevolezza e proporzionalità, alla mia inconferibilità. Come ricorda la Consulta, deve essere una “misura eccezionale, non suscettibili di applicazione automatica, ma solo a seguito di una attenta valutazione delle concrete circostanze e dei fatti”».

E quindi?

«Vorrei che mi spiegassero come nel mio ruolo posso interferire con Ares o assessorato alla Sanità. Sarà tema di confronto al Tar. In questi anni ho svolto il mio incarico esclusivamente nell’interesse dell’Agenzia Forestas e della Sardegna, operando con trasparenza, correttezza e spirito di servizio. Continuerò a difendere questo lavoro e le decisioni assunte».

A chi le rimprovera di percepire emolumenti stratosferici?

«Si leggano i dati dal sito. Come da legge il mio emolumento è di 12.128 euro al mese lordi, parametrato a quello di un direttore generale. Non sono io che mi attribuisco compiti e stipendi».

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