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Mondiali 2026, Infantino svela la verità sul ripescaggio dell’Italia

Mondiali 2026, Infantino svela la verità sul ripescaggio dell’Italia

Il presidente della Fifa parla per la prima volta del caso Iran e della partecipazione degli azzurri al torneo

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Gianni Infantino parla per la prima volta del possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026. Alla vigilia della rassegna iridata che prende il via oggi, giovedì 11 giugno, tra Stati Uniti, Messico e Canada, il presidente della Fifa è netto: «C’è mai stata la possibilità che l’Italia venisse ripescata? Sinceramente, mai».

Infantino ha poi parlato delle novità tecnologiche che accompagneranno la competizione: «I calciatori verranno scannerizzati dalla testa ai piedi per migliorare i controlli, ad esempio sul fuorigioco. Le ricostruzioni saranno sempre più precise, ma a dirigere le partite restano gli arbitri, con il supporto della tecnologia».

Ampio spazio anche al Var, che il presidente Fifa difende con decisione: «Come si stava senza? Decisamente peggio». Ricorda poi i primi test del 2016 in un’amichevole tra Italia e Francia a Bari, con una sala Var “mobile” che ha segnato l’inizio del sistema.

Infantino è intervenuto anche sul tema del razzismo, annunciando tolleranza zero: «Saremo durissimi. È un mostro da combattere». Tra le possibili sanzioni, anche il cartellino rosso per gesti ritenuti discriminatori, come coprirsi la bocca durante le discussioni con gli avversari.

Infine, la scelta del Mondiale a 48 squadre viene difesa come una forma di apertura: «Il calcio è democratico, è giusto che il sogno sia per tutti». Tra le novità anche le quattro nazionali debuttanti, Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan, che «hanno conquistato sul campo il diritto di esserci».

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