La Nuova Sardegna

Le indagini

Madre e figlia uccise con la ricina, denunciata per favoreggiamento un’amica di famiglia

Madre e figlia uccise con la ricina, denunciata per favoreggiamento un’amica di famiglia

La donna era stata ascoltata tre volte come persona informata sui fatti: secondo gli investigatori avrebbe negato tensioni familiari poi emerse dai primi riscontri sui telefoni sequestrati

2 MINUTI DI LETTURA





Campobasso Un’amica della famiglia Di Vita è stata denunciata per favoreggiamento nell’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, avvelenate dalla ricina a dicembre a Pietracatella, in Molise.

La donna, tra gennaio e oggi, venerdì 12 giugno, è stata ascoltata tre volte in Questura come persona informata sui fatti. Davanti agli investigatori avrebbe sempre escluso l’esistenza di tensioni o problemi all’interno della famiglia. Una versione che, secondo gli accertamenti compiuti dalla polizia, sarebbe stata però smentita da riscontri oggettivi.

La denuncia è scattata perché l’amica di famiglia sarebbe stata a conoscenza di difficoltà e contrasti, ma avrebbe continuato a negarli durante gli interrogatori, ostacolando così il lavoro degli inquirenti. Una situazione che, secondo quanto emerge, non sarebbe isolata: negli ultimi mesi gli investigatori si sarebbero trovati più volte davanti a testimoni poco disponibili a riferire in modo completo episodi e circostanze ritenuti utili all’indagine.

Intanto, negli uffici della Questura di Campobasso, proseguono anche oggi gli interrogatori di persone vicine alla famiglia Di Vita. Parallelamente sono arrivati i primi risultati dell’analisi dei telefoni e degli altri dispositivi sequestrati nelle scorse settimane.

Secondo fonti qualificate, proprio dai primi elementi estratti dai telefoni prelevati il 4 maggio nella casa di Pietracatella sarebbero arrivati i riscontri che hanno portato alla denuncia per favoreggiamento. Dalle chat sarebbero emerse conversazioni relative a tensioni familiari pregresse, in contrasto con alcune testimonianze rese alla polizia.

Gli accertamenti tecnici riguardano i telefoni delle due vittime, Sara Di Vita e la madre Antonella Di Ielsi, lo smartphone di Alice Di Vita, oltre a un tablet, un computer e due modem trovati nell’abitazione di famiglia. L’esame dei dispositivi elettronici è ancora in corso e dovrebbe concludersi nelle prossime settimane.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Incidente

Parte una fiammata mentre gioca con una bottiglia di alcol, minorenne gravemente ustionato: ricoverato a Sassari

Le nostre iniziative