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Le rivendicazioni

Sassari, uomini e donne in divisa incroceranno le braccia – La protesta davanti alla prefettura

Sassari, uomini e donne in divisa incroceranno le braccia – La protesta davanti alla prefettura

La mobilitazione è organizzata dalla Silp Cgil Sardegna

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Sassari Gli uomini e le donne in divisa, giovedì 18 giugno, incroceranno virtualmente le braccia per una giornata nazionale di mobilitazione e protesta: parteciperà anche il territorio di Sassari. La segreteria regionale del Silp Cgil Sardegna annuncia l’organizzazione di un presidio davanti alla Prefettura di Sassari a partire dalle 10 fino all’incontro con il Prefetto, al quale saranno illustrate le motivazioni dell’iniziativa.

Motivazioni a carattere locale

La mobilitazione intende richiamare l’attenzione sulla gravissima carenza di organico che affligge la provincia di Sassari per quanto riguarda il personale della Polizia di Stato. «La situazione su questo versante – fanno sapere dal sindacato _ è da tempo critica e la scrivente sigla l’ha costantemente rappresentata in ogni sede di confronto. Oggi essa si configura come una vera e propria emergenza, la cui risoluzione non è più procrastinabile.

«La carenza di personale – si legge nella nota – nuoce alla qualità del servizio reso ai cittadini e incide in modo significativo sulle condizioni operative del personale, chiamato a sostenere turnazioni gravose, un ricorso costante allo straordinario e a operare all’interno di un organico con un’età media sensibilmente elevata. Le criticità investono tutti i settori strategici: dagli uffici investigativi alle volanti, dagli uffici immigrazione ai Commissariati Distaccati - in particolare Alghero ed Olbia - fino alle Specialità».

I sindacati fanno inoltre sapere che è urgente l’avvio di politiche alloggiative strutturate che consentano al personale della Polizia di Stato di poter vivere stabilmente nei comuni sede di Questura e degli Uffici della Polizia di Stato. «Senza soluzioni abitative accessibili e dedicate – dicono – diventa sempre più difficile garantire la permanenza del personale sul territorio e, con essa, la continuità e l’efficacia dei servizi di sicurezza per la comunità».

Motivazioni a carattere nazionale

La mobilitazione mira a sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla grave crisi che sta investendo i settori della sicurezza e della difesa, ponendo l’accento su due questioni ormai non più rinviabili: il rinnovo del contratto di lavoro e la tutela previdenziale. A livello nazionale, le sigle Silp Cgil (Polizia di Stato), Siam (Aeronautica Militare) e Lrm (Esercito Italiano) denunciano un vero e proprio “contratto beffa” per il triennio 2025-2027. A fronte di un’inflazione certificata superiore al 17%, gli aumenti salariali previsti dall’Esecutivo non superano il 5,78%, generando un divario strutturale di circa il 10% netto e una perdita media stimata in 300 euro mensili per ciascun lavoratore.

Sul piano previdenziale, i sindacati evidenziano il ritardo cronico nell’avvio della previdenza complementare e l’insufficienza delle risorse destinate alla previdenza dedicata, con il rischio concreto di condannare migliaia di donne e uomini in uniforme a una vecchiaia segnata da forti penalizzazioni economiche.

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