Sos metal detector: «Così troviamo gli oggetti smarriti» – La missione
L’associazione è operativa in tutta l’isola
Tortolì Operano soprattutto nelle spiagge utilizzando metal detector di ultima generazione e, oltre a trovare oggetti smarriti, restituiscono anche un letto dove dormire ai tanti mariti che hanno perso la fede nuziale mentre facevano il bagno al mare. Questa è una delle missioni indirette del gruppo Sos metal detector, un’associazione che opera a livello nazionale e che ha il suo corpo di volontari anche sull’isola.
Con sede a Tortolì, i suoi 38 membri – in tutta la penisola sono circa 900 – sono sparsi su tutto il territorio e si spostano a seconda delle necessità. Chi smarrisce qualcosa può chiamare il centralino al numero 085 705 0207. Sono attivi anche i profili su Instagram e Facebook. Il servizio è gratuito.
I recuperi
Uno degli ultimi ritrovamenti risale a ieri, mercoledì 17 giugno, a Porto Cervo, nella spiaggia del giglio. «La signora aveva già preparato le valige, il marito era pronto a partire – racconta sorridendo il coordinatore regionale Giorgio Falchi –. Mi ha ricordato quando ad Alghero un ragazzo perse la fede giocando a pallavolo. Si era appena sposato, la moglie lo prese come un segno del destino. Però c’è stato un lieto fine». E pure a Porto Cervo: anello recuperato, marito salvo. Ironia a parte, dopo la segnalazione si è subito mobilitato uno dei volontari della zona. «La tempestività è fondamentale: se ci chiamano entro 24 ore, ritroviamo l’oggetto al 99,9 per cento». La Sardegna, in questo, è la regione più virtuosa: il dato più recente è del 2024 con 368 recuperi.
«Ma al Poetto siamo riusciti a trovare una fede anche dopo 15 anni – continua Falchi – La più vecchia risale ai primi del Novecento. È da uomo e c’è inciso “Bonaria 9 settembre 1902”. Abbiamo provato a rintracciare qualche parente, ma senza esito». La buona riuscita delle missioni dipende anche dagli strumenti usati. «Abbiamo metal detector di fascia molto alta che raggiungono oggetti fino a 50 centimetri di profondità sotto la sabbia». Ma i volontari possono anche andare in immersione: hanno fatto recuperi fino a 12 metri di profondità. «Abbiamo recuperato smartwatch, occhiali, apparecchi acustici». Nel grande repertorio delle cose smarrite, però, Giorgio Falchi ne ricorda uno in particolare. «Eravamo in Barbagia, in montagna, per cercare la fede di un pastore e abbiamo trovato l’elica di un motoscafo», racconta ridendo.
Le altre attività
Sos metaldetector, però, come racconta Falchi, è impegnato anche in altre attività. «Lavoriamo come ausiliari delle forze dell’ordine – spiega Falchi –, li aiutiamo, per esempio, a cercare i nascondigli dei pusher: in un’occasione abbiamo scovato due chili di cocaina». Ma non solo, i volontari collaborano anche con gli archeologi facendo controlli sulle opere scavate – hanno trovato monili, monete – e con l’Istituto di geofisica per il recupero di meteoriti. Inoltre, si occupano di educazione ambientale, con associazioni ambientaliste e amministrazioni. «Organizziamo cacce al tesoro per i bambini, dove i tesori sono i rifiuti». (c.b.)
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