La Nuova Sardegna

Arcipelago Sardegna
Il lutto

Addio ad Antonio Strazzera, un vero ambasciatore della Sardegna

di Bastianino Mossa (*)
Addio ad Antonio Strazzera, un vero ambasciatore della Sardegna

Il ricordo commosso del presidente del Circolo “Costantino Nivola” di Domodossola appena scomparso

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Domodossola La scomparsa di Antonio Strazzera lascia un profondo vuoto non soltanto nella sua famiglia e tra gli amici che gli hanno voluto bene, ma nell'intera comunità dei sardi in Piemonte e nel mondo dell'emigrazione organizzata. Con Antonio se ne va uno dei protagonisti di una stagione importante dell'associazionismo dei sardi fuori dall'Isola. Un uomo che ha saputo interpretare il ruolo del dirigente associativo con passione, equilibrio, spirito di servizio e profondo amore per la Sardegna. Sotto la sua guida il Circolo dei sardi "Costantino Nivola" di Domodossola del Verbano-Cusio-Ossola è diventato un autentico presidio di identità, cultura e integrazione. Attraverso le numerose iniziative culturali, sociali e aggregative promosse nel corso degli anni, Antonio e il gruppo dirigente che lo ha affiancato hanno contribuito a far conoscere la Sardegna, le sue tradizioni, la sua storia e i suoi valori ben oltre i confini dell'Isola.

Domodossola, pur trovandosi lontano dai grandi centri urbani nei quali si concentra la presenza più numerosa dell'emigrazione sarda, è stata grazie al lavoro di Antonio e dei suoi collaboratori un punto di riferimento costante nel panorama associativo della Fasi. La posizione geografica non è mai stata un limite, ma al contrario uno stimolo a dimostrare che anche nelle realtà più periferiche è possibile costruire esperienze associative solide, dinamiche e capaci di incidere positivamente sul territorio. Particolarmente significativo fu il riconoscimento ufficiale ottenuto nel dicembre del 2023 da parte della Regione autonoma della Sardegna dell’Associazione dei sardi residenti in Val d’Ossola e nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola denominata Aps Circolo “Costantino Nivola" con sede legale in Domodossola.

Un risultato che Antonio inseguì con determinazione, convinzione e grande senso di giustizia. Quel riconoscimento rappresentò non soltanto un importante traguardo amministrativo, ma soprattutto il giusto premio alla sua caparbietà e alla volontà di vedere affermato un legittimo diritto, maturato attraverso anni di attività, impegno e servizio alla comunità dei sardi del Verbano-Cusio-Ossola. Il suo impegno ha rappresentato al meglio il significato più autentico dell'emigrazione sarda: mantenere vive le proprie radici, costruendo al tempo stesso relazioni solide con le comunità di accoglienza. In questo senso Antonio è stato un vero ambasciatore della Sardegna, capace di creare occasioni di incontro, dialogo e crescita collettiva. La sua storia personale e familiare costituisce inoltre un esempio concreto di quel ponte che da generazioni unisce la Sardegna e il Piemonte. Un legame fatto di lavoro, sacrifici, integrazione e rispetto reciproco, che Antonio ha incarnato con naturalezza e orgoglio per tutta la vita.

Nella sua esperienza umana si ritrovano molti dei valori che hanno caratterizzato la storia dell'emigrazione sarda: il coraggio della partenza, la capacità di integrarsi senza rinunciare alla propria identità e il desiderio di trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio culturale delle proprie origini. Desidero ricordare Antonio anche sul piano personale. In ogni occasione di confronto emergevano la sua schiettezza, la sua correttezza e il suo attaccamento alla Federazione. Non cercava protagonismi, ma risultati concreti per il suo Circolo e per la comunità che rappresentava. Era un uomo che credeva profondamente nell'associazionismo come strumento di crescita collettiva e che considerava la Fasi una grande famiglia nella quale ciascuno era chiamato a fare la propria parte. La Federazione delle associazioni sarde in Italia (Fasi) e tutti i Circoli federati ricordano con riconoscenza il suo contributo alla crescita del movimento associativo dei Sardi nel mondo e si stringono con affetto alla moglie Silvana, alla figlia Barbara, ai nipoti, alle sorelle e ai fratelli. All’intera comunità dei sardi del Circolo “Costantino Nivola” un abbraccio affettuoso, certo che l'esempio di Antonio continuerà a vivere nelle attività dell’associazione, nella memoria della comunità sarda e nell'impegno di quanti credono nei valori della solidarietà, dell'identità e della partecipazione che hanno guidato il suo percorso umano e associativo. Ciao Antonio. La tua Sardegna, il Piemonte che ti ha accolto e la grande famiglia dei sardi nel mondo conserveranno il ricordo del tuo impegno, della tua generosità e della tua testimonianza di uomo e dirigente associativo.

(*) Presidente della Fasi, Federazione delle associazioni sarde in Italia

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