Plastica nel caos, riaprono temporaneamente i siti di raccolta: è scontro tra Comuni e Regione – L’emergenza
L’annuncio: 2.700 tonnellate di nuova capacità di stoccaggio
Sassari I Comuni dicono “no” alla Regione sull’emergenza plastica: «Non possiamo adottare singole ordinanze per individuare i siti di stoccaggio, deve essere la Regione a emettere un provvedimento che valga per tutta l’isola». I sindaci erano stati convocati in video conferenza per discutere il problema che sta colpendo un numero sempre maggiore di centri dell’isola, costretti a sospendere il ritiro della plastica a causa della crisi del sistema del riciclo. La buona notizia è il via libera alle autorizzazioni per due siti temporanei del Cacip e del Cipnes Gallura che aumenteranno di 2mila tonnellate la capacità di stoccaggio. Ma bisogna ancora aspettare che Corepla ritiri e porti la plastica nei nuovi siti. L’emergenza quindi continua.
Nel corso della riunione è arrivata la richiesta alle amministrazioni di adottare singole ordinanze per autorizzare lo smaltimento degli imballaggi nei territori comunali ma la risposta è stata negativa: «serve un provvedimento regionale». Il numero di Comuni che stanno sospendendo il ritiro della plastica a causa della crisi del sistema del riciclo cresce.
A quelli già annunciati nei giorni scorsi si sono aggiunti tra gli altri Uta, Cardedu, Irgoli, Urzulei, Galtellì, Budoni, Sedilo, Bolotana, Mamoiada. «I Comuni sono pronti a collaborare per cercare di superare l’emergenza ma deve essere la Regione ad adottare un provvedimento che definisca in che modo intervenire per la gestione e lo stoccaggio della plastica».
La posizione di Anci Sardegna è chiara: il problema che si sta scatenando nell’isola non ha carattere comunale e non può essere affrontato a livello locale. «Durante la riunione l’assessora all’Ambiente ha chiesto alle amministrazioni di adottare ordinanze urgenti per autorizzare lo stoccaggio della plastica in aree comunali. Noi apprezziamo il lavoro svolto fino ad oggi dalla Regione ma riteniamo che la soluzione non possa passare per singole ordinanze degli enti locali. Deve esserci una regia unitaria dell’emergenza e questa non può che fare capo alla Regione. I Comuni – ha detto ancora Daniela Falconi – sono pronti a mettere a disposizione aree e strutture idonee a ricevere la plastica ma questo può avvenire solo se la Regione prima definirà un quadro tecnico e giuridico chiaro».
Nel frattempo la preoccupazione dei sindaci aumenta e anche quei Comuni che ad oggi non hanno sospeso il servizio vedono sempre più concreto il rischio che lo stop possa arrivare da un momento all’altro. «La riunione è servita per fare il punto della situazione – ha aggiunto la presidente di Anci -. È vero che c’è la notizia positiva delle autorizzazioni ai due siti temporanei del Cacip e del Cipnes Gallura ma è altrettanto vero che ci vorrà ancora qualche giorno prima che la plastica possa essere portata lì . La prospettiva, tutt’altro che rassicurante, è che fino alla fine del mese la situazione sarà ancora di totale emergenza in diversi Comuni, soprattutto, ma non solo, in quelli dove c’è un grande afflusso di turisti. Per questo motivo chiediamo alla Regione di proseguire e rafforzare il confronto con il governo e con Corepla. Perché con le soluzioni tampone individuate dalla Regione possiamo superare questo momento di crisi ma tutto il sistema del riciclo è completamente bloccato e questo vuol dire che rischiamo di ritrovarci anche in autunno con questi problemi e con lo spettro della sospensione del ritiro». Secondo Daniela Falconi servono decisioni tempestive ma serve anche che la situazione venga affrontata condividendo, ognuno per il suo ruolo, le responsabilità istituzionali. «I Comuni fanno la loro parte ma prima di loro devono intervenire il governo e la Regione con gli strumenti a loro disposizione».
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