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“Gli indegni”: un sincero e doloroso tributo a una “generazione cancellata” – Il romanzo

di Manuela Sitzia

	Antonio Bacciocchi, Manuela Sitzia e Francesco Abate
Antonio Bacciocchi, Manuela Sitzia e Francesco Abate

L’opera di Francesco Abate a Piacenza con il Gremio “Efisio Tola” e la Cooperativa Sant’Antonio

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Piacenza Sabato scorso, a Piacenza, la Cooperativa Sant'Antonio ha ospitato la presentazione dell'ultimo romanzo di Francesco Abate, “Gli indegni” (Einaudi Stile Libero). L'incontro, inserito all'interno della Festa dei Rebeldes, è stato promosso e organizzato dal Gremio sardo "Efisio Tola" di Piacenza. Accanto all'autore cagliaritano, il pubblico ha visto l'importante presenza di Antonio Bacciocchi, storico batterista dei Not Moving e figura di spicco della scena underground italiana, universalmente conosciuto come Tony Face. Il dialogo fra i due autori è stato serrato e appassionante: un autentico ritorno agli anni Ottanta scevro da sentimentalismi e retorica, un riavvolgere il nastro della musicassetta con una Bic.

Al centro della discussione la travolgente storia dei due protagonisti del romanzo, Livio e Anaïs. La loro è una "collisione violenta", un amore tormentato che si consuma tra voglia di libertà e cadute autodistruttive. Una parabola esistenziale che attraversa un intero decennio e si muove tra la Cagliari underground, i concerti di Firenze, i bui e fumosi club di Londra e Parigi, epicentro di una creatività colorata ed esuberante. La storia racconta la transizione epocale dalla spinta propulsiva del punk alle sonorità della prima house music e dell'underground: la nascita dei club alternativi, il fenomeno delle radio libere e la diffusione delle fanzine autoprodotte.

Abate analizza questo salto epocale attingendo alla sua lunga esperienza dietro la consolle: proprio la "solitudine in mezzo al rumore" tipica del DJ ha affinato la sua sensibilità artistica, regalandogli quella prospettiva lucida e attenta che oggi caratterizza la sua voce narrativa. L’autore ha raccontato come il romanzo sia nato da una domanda spiazzante della sua editor: chiedendogli «Cosa sogni la notte?» ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora di ricordi sopiti. Da lì è scaturito uno stile di scrittura febbrile, dal fiato corto, che si adatta perfettamente all'anarchia e all'urgenza di quegli anni. Il titolo stesso, Gli indegni”, racchiude l'essenza del libro: una provocazione contro la morale e la società borghese dell'epoca. E se nel libro i protagonisti rivendicano la propria "indegnità" come vero manifesto di ribellione, nella realtà di quegli anni quella stessa urgenza creava connessioni viscerali e autentiche.

Tony Face ha infatti ricordato le forti emozioni del 1984, anno in cui con i suoi Not Moving salì sul palco di Milano per aprire lo storico concerto dei Clash, sottolineando l'autentico spirito di fratellanza che si respirava nel dietro le quinte con la leggendaria band britannica. Il racconto di Bacciocchi si è spostato fino all'entroterra sardo, alla partecipazione al mitico "Rock Area" di Tonara, un evento che tra gli anni '80 e '90 ha fatto la storia della scena rock e alternativa sarda e che aveva tra i suoi organizzatori proprio Francesco Abate. Questa sinergia di vissuti ha permesso di delineare un quadro degli anni Ottanta che smantella lo stereotipo di decennio superficiale e spensierato, troppo spesso ridotto a iconografia pop fatta di abiti fluo e stereo hi-fi. Grazie alle pagine del romanzo e alle testimonianze degli ospiti, i presenti si sono confrontati con il lato oscuro e feroce di quel periodo: una realtà segnata dall’isolamento, da un bullismo non ancora codificato e dal dramma devastante dell'eroina.

Francesco Abate ha definito il romanzo un atto di memoria necessario: un sincero e doloroso tributo a una "generazione cancellata", ai destini spezzati, agli amici persi lungo la strada a causa della droga e dell'Aids. Salvare dall'oblio chi si è fermato lungo la strada significa anche fare i conti con la complessa sensazione di essere un "sopravvissuto". La generazione degli anni Ottanta ha aperto la via, ma ha pagato un prezzo altissimo per la propria libertà. Veicolo principale di questa narrazione è stata proprio la musica, colonna sonora dell'incontro.

L’evento, arricchito dalle note dell'ultimo lavoro dei Not Moving (That’s all folk!) e dalle sonorità punk rock del Rebeldes, ha permesso ai due ospiti di condividere ricordi personali, aneddoti e riflessioni sulla cultura giovanile di quegli anni davanti a un pubblico variegato e partecipe. La serata si è conclusa con un momento dedicato al firma-copie coi libri messi a disposizione da Fabiana Manca, mitica libraia della Libreria.Coop. La collaborazione tra Gremio sardo, Cooperativa Sant'Antonio e l'apporto critico di Tony Face ha trasformato una semplice presentazione editoriale in un momento di autentica condivisione storica e umana, confermando la capacità della grande letteratura di unire geografie distanti sotto il segno delle stesse, universali emozioni.

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