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Sicurezza

Accoltellato senza motivo mentre è al bar: il racconto del padre, l’intervento di due ragazzi e il precedente inglese

Accoltellato senza motivo mentre è al bar: il racconto del padre, l’intervento di due ragazzi e il precedente inglese

Una sequenza rapidissima di violenza, circa venti fendenti inferti con una lama di sette centimetri

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«È successo tutto all’improvviso, non riesco ancora a capacitarmene». Il padre del 55enne accoltellato a Milano da Lamin Saidilly, 22 anni, fatica ancora a ricostruire con lucidità quanto avvenuto nel quartiere San Siro.

La mattina era iniziata in modo ordinario, racconta al Corriere della Sera: «Erano circa le 7.30 del mattino. Stavamo bevendo un caffè fuori dal bar, poi lui sarebbe andato a fare la spesa». Tra padre e figlio una conversazione quotidiana, interrotta da un dettaglio apparentemente insignificante: «Mi stava parlando di una camicia che aveva comprato, ma che gli era risultata troppo stretta. Aveva buttato lo scontrino e non poteva cambiarla. Mi ha detto: “Papà, prendila tu”. Me l’avrebbe portata domenica, quando ci saremmo visti a pranzo come ogni settimana».

Pochi istanti dopo, la scena si è ribaltata. «Il tempo di finire la frase», ricorda l’uomo, e un uomo incappucciato e vestito di nero si è avventato sul figlio colpendolo ripetutamente alle spalle e all’addome. Una sequenza rapidissima di violenza, circa venti coltellate inferte con una lama di sette centimetri.

«Non lo conoscevamo», ribadisce il padre. L’aggressione sarebbe arrivata alle spalle, con l’uomo che avrebbe prima afferrato il 55enne al collo per poi iniziare a colpire. In quei momenti concitati il padre prova a intervenire: «Poi sono scattato in piedi, l’ho preso per il collo e l’ho spinto, siamo caduti tutti e tre. Gli bloccavo la testa a terra urlandogli di lasciare il coltello ma lui niente, era forzuto come un toro. In tasca aveva delle boccette di medicinali, sembrava in stato di alterazione».

A interrompere l’attacco sono stati due operai egiziani, che sono riusciti a disarmare il 22enne e a bloccare l’escalation di violenza. Il padre racconta anche la reazione istintiva che avrebbe voluto avere in quei secondi: «Stavo per saltargli addosso, avrei voluto distruggerlo. Mi hanno fermato dicendomi che, se lo avessi toccato, avrei rischiato di finire nei guai e che era meglio aspettare la polizia. Poi mi sono precipitato a soccorrere mio figlio».

Sotto choc, l’uomo non nasconde indignazione per quanto accaduto in strada in piena mattinata: «È uno schifo e una vergogna che in questa città si possa andare in giro armati e aggredire uno sconosciuto mentre sta prendendo un caffè con suo padre». E aggiunge un attacco politico: «Questa è la città della giunta Sala».

Sul piano investigativo, Saidilly è stato arrestato per tentato omicidio. Gli inquirenti stanno valutando anche l’ipotesi di un quadro psichiatrico compromesso: nelle sue tasche sono stati trovati biglietti in inglese ma privi di senso compiuto. I primi accertamenti, anche con il coinvolgimento dell’antiterrorismo, hanno escluso collegamenti con ambienti estremisti o religiosi.

Resta da chiarire anche un possibile precedente all’estero: nel 2019, il 22enne sarebbe stato arrestato nei pressi di Leeds per un episodio analogo, quando era ancora minorenne. In Italia, invece, non risultano precedenti. Le indagini proseguono per definire movente e condizioni dell’aggressore.

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