Il maestrale fa paura: salvati in mare nel Sassarese un bambino e un anziano
In azione i bagnini della Vosma per soccorrere i bagnanti che hanno ignorato la bandiera rossa
Sassari Bella e pericolosa. Non è la femme fatale protagonista di un film con Humphrey Bogart, ma una delle spiagge più celebri del Nord-ovest e del litorale sassarese, quella di Porto Ferro. E la fama è confermata dal bilancio parziale del fine settimana, che solo venerdì 3 luglio ha già visto in azione per ben due volte i bagnini della Vosma impiegati nell’appalto per la sicurezza balneare del Comune di Sassari, impegnati a salvare prima un bimbo di 11 anni e poi un anziano di 70. Entrambi turisti, e quindi forse meno avvezzi a riconoscere i pericoli di un mare insidioso come quello della piccola baia di Porto Ferro.
I salvataggi
Bandiera rossa issata sulla torretta a segnalare pericolo e fortissime raffiche di maestrale che accompagnavano onde e cavalloni. I segnali di pericolo c’erano tutti. Ma qualche bagnante, per ingenuità o per temerarietà, li ha ignorati. Il primo intervento degli operatori della cooperativa sociale Vosma, guidata da Corrado Ughi, è arrivato intorno alle 10.30. Protagonista un piccolo turista arrivato dalla Repubblica Ceca con la famiglia, un bimbo di appena 11 anni. Il piccolo stava facendo il bagno quando la corrente di reflusso provocata dalla mareggiata l’ha trasportato lontano dalla spiaggia: il padre si è accorto del pericolo, ma non è riuscito a raggiungere il bambino per riportarlo a riva. Nel frattempo, è entrato in azione anche il bagnino Massimo Nova che è riuscito a raggiungere il piccolo con la rescue board e a riportarlo in spiaggia. Il secondo intervento è scattato nel pomeriggio, alle 16.30. Stavolta, a rischiare la vita è stato un turista francese di 70 anni, che stava facendo il bagno in una zona pericolosa proprio per le correnti di reflusso. Insidie che i bagnini conoscono bene e che hanno perciò segnalato al bagnante con il fischietto. Il turista, però, non ha sentito o ha ignorato i richiami, fin quando la corrente non lo ha trascinato in un pericoloso canale di riflusso. È stato proprio lui allora ha invocare l’aiuto dei bagnini, che lo hanno raggiunto col quad e sono poi intervenuti con la ra rescue board. «Gli episodi di venerdì confermano l’importanza di un servizio di salvataggio professionale e organizzato, non solo per i salvataggi, ma anche nella prevenzione, come dimostrano gli avvisi, rimasti purtroppo inascoltati, lanciati all’indirizzo del turista francese in difficoltà» commentano dalla Vosma.
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