Riposava, poi all’improvviso il fumo e le fiamme: cosa potrebbe aver scatenato l’incendio che ha ucciso Giorgio Menna
La casa è sotto sequestro. Sul corpo del giovane sarà effettuata l’autopsia
Palau Un apparecchio elettrico difettoso, forse un ventilatore, avrebbe causato il cortocircuito che sabato pomeriggio ha scatenato l’inferno al primo piano della villetta di Barrabisa dove ha perso la vita Giorgio Menna, operaio di 38 anni, soffocato dal fumo acre dell’incendio, e dove invece si sono salvati per miracolo i suoi due figli di 6 e 10 anni. L’abitazione di via Giuseppe Dessì è ancora sotto sequestro a disposizione della Procura di Tempio, così come il corpo del giovane sul quale sarà effettuata al più presto l’autopsia prima della restituzione alla famiglia. Non che ci sia chissà quale mistero da risolvere, però le circostanze della morte di Giorgio Menna sono ancora tutte o in parte da chiarire.
Le ultime ore
Da ricostruire, in particolare, le ultime ore trascorse da Menna con i suoi figli sabato pomeriggio, intorno alle 14. Gli investigatori valutano l’ipotesi che l’operaio stesse riposando in casa al riparo dalla calura e che non si sia neppure accorto del fumo e delle fiamme che stavano avvolgendo l’abitazione. Al contrario, i due bambini avrebbero avvertito il pericolo e fatto in tempo ad allontanarsi lanciando il primo allarme. Sarebbero stati i nonni, al piano superiore della villetta di famiglia, i primi a intervenire nel disperato tentativo di portare via il figlio Giorgio dalla casa in fiamme. Tutto inutile, come hanno constatato anche il personale medico del 118 – un’ambulanza giunta da Olbia – le squadre dei vigili del fuoco provenienti dai distaccamenti di Arzachena e Santa Teresa Gallura, i carabinieri, la polizia e il corpo forestale. Alla luce di questi pochi fatti accertati, la sensazione – anzi, è una certezza– è che la tragedia di Palau solo per un miracolo non è stata ancora più devastante. I due bambini sabato pomeriggio erano nella casa del padre a Barrabisa perché la madre (ex compagna di Giorgio Menna) in quel momento si trovava a lavoro a Palau. Forse solo per caso hanno rinunciato al riposo pomeridiano e questo è bastato a salvare le loro vite.
Il dolore del paese
La comunità di Palau intanto è sotto choc. Come ha ricordato il parroco don Paolo Pala, Giorgio Menna era piuttosto conosciuto. Operaio, lavorava nell’impresa edile del padre Vincenzo, ad Arzachena, ma svolgeva anche altri lavori come giardiniere. Era legatissimo ai due figli di 6 e 10 anni, sempre con lui in tutte le foto pubblicate sui social. A Barrabisa, davanti alla casa della famiglia Menna, non appena si è diffusa la notizia della tragedia, si è recato personalmente anche il sindaco Francesco Manna a testimoniare la vicinanza dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità. Adesso si valuta la dichiarazione del lutto cittadino il giorno del funerale.
Il precedente
La tragedia di Barrabisa segue di pochi giorni un altro incendio scoppiato in un appartamento di Palau, sempre per un cortocircuito. Anche in quel caso dentro l’abitazione si trovavano tre persone che si sono salvate miracolosamente. Non così la casa che invece non è più abitabile e le persone ora sono alloggiate in un albergo in attesa di sistemazione.
C’è poi il caso, alcune settimane fa, del bambino di quattro anni precipitato da un balcone al secondo piano di un’abitazione. Si era temuto il peggio, invece il bambino si è ripreso e ora è fuori pericolo. L’altro ieri è stato ancora il parroco don Paolo Pala a ricordare questi te eventi raccontando il momento difficile di una comunità profondamente turbata da tragedie e gravi incidenti.
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