Voli, nuove regole Ue su rimborsi, bagaglio a mano e posti per bambini: cosa cambia
Il Parlamento europeo ha approvato la riforma dei diritti dei passeggeri aerei. Le regole non sono ancora operative
Roma Le nuove regole europee sui diritti dei passeggeri aerei sono state approvate dal Parlamento europeo, ma non sono ancora in vigore. È il primo punto da chiarire, perché in queste ore la riforma rischia di essere raccontata come se fosse già applicabile. Il testo dovrà essere confermato dal Consiglio dell’Unione europea, poi sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale Ue. Da quel momento entrerà in vigore dopo venti giorni, ma le compagnie e gli Stati avranno dodici mesi per adeguarsi. In pratica, per chi vola oggi, giovedì 9 luglio, continuano a valere le norme attuali del regolamento europeo 261 del 2004. Le nuove disposizioni dovrebbero diventare operative non prima della seconda metà del 2027.
Ritardi e cancellazioni: resta la soglia delle tre ore
Uno dei punti più discussi riguardava il diritto alla compensazione economica in caso di ritardo. La soglia delle tre ore viene mantenuta. Il riferimento, però, non è l’orario di partenza, ma quello di arrivo: se un aereo decolla in ritardo ma atterra con meno di tre ore di ritardo rispetto all’orario previsto, non scatta l’indennizzo. Il diritto alla compensazione resta previsto nei casi di ritardo di almeno tre ore, cancellazione comunicata con meno di quattordici giorni di anticipo e negato imbarco, per esempio in caso di overbooking. Gli importi restano quelli già conosciuti: 250 euro per i voli fino a 1.500 chilometri, 400 euro per le tratte tra 1.500 e 3.500 chilometri, 600 euro per i voli oltre i 3.500 chilometri. La riforma introduce però una possibilità di riduzione: per i viaggi più lunghi, la compagnia potrà dimezzare la compensazione se offre una riprotezione verso la destinazione finale o se il ritardo all’arrivo non supera le quattro ore.
Rimborsi più semplici e tempi più stretti per le compagnie
La riforma prova a rendere più diretto il rapporto tra passeggero e compagnia aerea. In caso di disservizio, il vettore dovrà fornire indicazioni chiare sulle modalità per presentare la richiesta di compensazione. Il passeggero avrà nove mesi di tempo per fare domanda. Una volta ricevuta la richiesta, la compagnia dovrà rispondere entro trenta giorni: pagando quanto dovuto oppure spiegando in modo motivato perché ritiene di non dover corrispondere l’indennizzo, per esempio invocando circostanze eccezionali. Il diritto alla compensazione potrà essere fatto valere nei confronti del vettore operativo, cioè la compagnia che ha effettuato il volo, anche quando il biglietto è stato acquistato tramite un’agenzia online, un comparatore o una piattaforma di prenotazione.
Bagaglio a mano: attenzione, il trolley non diventa sempre gratis
Il tema più esposto a fraintendimenti è quello del bagaglio a mano. La riforma riconosce il diritto di portare a bordo senza costi aggiuntivi un effetto personale, come una piccola borsa o uno zaino da sistemare sotto il sedile. Diverso il discorso per il bagaglio destinato alla cappelliera. Le compagnie potranno continuare a proporre tariffe base più economiche per chi viaggia senza trolley. La novità riguarda soprattutto la trasparenza: compagnie, intermediari e portali di ricerca dovranno mostrare fin dall’inizio della prenotazione la tariffa comprensiva del bagaglio a mano, in modo da permettere un confronto reale tra le offerte. L’obiettivo è contrastare il cosiddetto “drip pricing”, cioè l’aumento progressivo del prezzo durante la prenotazione attraverso supplementi, opzioni e servizi accessori che compaiono solo nelle fasi finali dell’acquisto.
Bambini accanto ai genitori senza supplemento
Una delle novità più concrete riguarda le famiglie. Gli accompagnatori dei minori sotto i 14 anni avranno diritto a un posto adiacente al bambino senza dover pagare la scelta del sedile. La stessa tutela viene prevista per i passeggeri con disabilità o mobilità ridotta e per le donne in gravidanza. La regola punta a fermare una pratica molto contestata, diffusa soprattutto nelle tariffe low cost: separare i componenti dello stesso nucleo familiare o chi ha bisogno di assistenza, spingendo poi i passeggeri a pagare per sedersi vicini.
Stop alla clausola “no-show”
La riforma interviene anche sulla clausola “no-show”. Finora alcune compagnie potevano annullare automaticamente il volo di ritorno se il passeggero non aveva utilizzato quello di andata, anche quando il biglietto di ritorno era stato regolarmente pagato. Con le nuove regole, il passeggero potrà usare il ritorno anche se non ha effettuato la tratta precedente. La compagnia non potrà negargli l’imbarco per questo motivo né chiedere un supplemento.
Errori nel nome e carta d’imbarco: cosa cambia
Non potranno più essere applicati costi aggiuntivi per correggere semplici errori ortografici nel nome del passeggero. Sarà vietato anche far pagare la stampa della carta d’imbarco in aeroporto se il viaggiatore ha già completato il check-in. La carta d’imbarco dovrà inoltre essere disponibile in formato digitale senza obbligare il passeggero a scaricare un’applicazione specifica o a creare un account. Anche questo punto nasce dalle contestazioni degli ultimi anni sulle procedure digitali imposte da alcune compagnie.
Circostanze eccezionali: più chiarezza sui casi esclusi
Le compagnie non saranno tenute a pagare la compensazione economica quando il ritardo o la cancellazione dipendono da eventi fuori dal loro controllo. La riforma prova a definire meglio queste circostanze, per limitare interpretazioni troppo ampie. Tra gli esempi rientrano condizioni meteorologiche gravi, calamità naturali, guerre, chiusure dello spazio aereo, passeggeri indisciplinati o scioperi che coinvolgono soggetti esterni alla compagnia, come il gestore aeroportuale o i servizi di navigazione aerea. Non basta però invocare genericamente una circostanza eccezionale: il vettore dovrà spiegare in modo chiaro perché il disservizio dipende da quell’evento e dimostrare il nesso diretto con il ritardo o la cancellazione. Resta fermo l’obbligo di assistenza ai passeggeri bloccati in aeroporto: bevande ogni due ore di attesa, pasti dopo tre ore e, se necessario, sistemazione in hotel e trasporto da e per l’aeroporto. Questi obblighi valgono anche quando il disservizio dipende da cause non imputabili alla compagnia.
Perché la riforma è importante
Il nuovo pacchetto arriva dopo tredici anni di negoziati e prova a mettere ordine in un settore in cui molti diritti esistevano già, ma spesso erano difficili da esercitare. La riforma non cancella le tariffe low cost né impone la gratuità generalizzata del trolley, ma rafforza alcuni obblighi: informazioni più chiare, procedure più semplici, maggiore tutela per famiglie e persone fragili, divieto di pratiche considerate penalizzanti per i passeggeri. Per chi viaggia adesso, però, la regola resta una: nulla cambia nell’immediato. Fino all’applicazione effettiva della riforma, i diritti da far valere sono ancora quelli previsti dalla normativa europea attualmente in vigore.
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