Bancarotta e truffa allo Stato, un altro processo in vista per Daniela Santanchè: cosa sappiamo
I pm Luzi e Schinià hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini
Nuovo processo in vista per Daniela Santanchè, questa volta per l'inchiesta sul dissesto di tre società del gruppo Ki e Bioera. Come riporta il Corriere, i pm Luigi Luzi e Guido Schininà hanno notificato l'avviso di conclusione delle indagini, contestando alla senatrice di Fratelli d'Italia il concorso nelle bancarotte di Ki Group Holding, Ki Group Srl e Bioera, nelle quali ha ricoperto incarichi di amministratrice.
Per Ki Group Holding, fallita nel giugno 2025, l'accusa riguarda in particolare la costituzione della nuova Ki Group Srl attraverso il trasferimento di un ramo d'azienda, operazione che avrebbe lasciato la holding priva della parte operativa. I magistrati contestano inoltre il mancato pagamento di debiti fiscali per 3,3 milioni di euro, pari a circa un terzo del passivo finale, e la distribuzione di dividendi ritenuti inesistenti per 4 milioni nel 2015 e 1,4 milioni nel 2016.
Tra le contestazioni figurano anche due finanziamenti ottenuti da Banca Progetto nel 2020, per un totale di 2,4 milioni di euro, di cui uno garantito dal Fondo centrale di garanzia. Secondo l'accusa, le somme sarebbero state destinate non alle campagne di marketing dichiarate, ma a trasferimenti verso altre società del gruppo.
Per Ki Group Srl, fallita nel dicembre 2023 con circa 2 milioni di passivo, viene contestato un falso in bilancio relativo agli esercizi 2019 e 2020, legato alla sopravvalutazione dell'avviamento per 10 milioni di euro, oltre a un presunto aumento di capitale realizzato con fondi provenienti dalla stessa società. Nel fascicolo compaiono anche due pagamenti per consulenze, ritenute inesistenti dagli inquirenti, alla società dell'ex compagno di Santanchè, Giovanni Canio Mazzaro, per un totale di oltre 250 mila euro.
I pm contestano inoltre una truffa aggravata allo Stato per un finanziamento agevolato di 2,7 milioni di euro richiesto a Invitalia e per un credito d'imposta da 600 mila euro, che sarebbero stati ottenuti attestando falsamente il possesso dei requisiti previsti.
La terza ipotesi di bancarotta riguarda Bioera, fallita nel dicembre 2024. L'accusa fa riferimento a trasferimenti di risorse verso società collegate e a compensi agli amministratori giudicati sproporzionati, per 2,1 milioni di euro tra il 2018 e il 2023, nonostante la società presentasse già dal 2019 un patrimonio netto negativo.
Oltre a Santanchè risultano indagati una decina tra amministratori e sindaci delle società coinvolte, tra cui Giovanni Canio Mazzaro, Davide Mantegazza, Fiorella Santanchè e Antonino Schemoz.
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