Iacchetti senza freni: attacca Vannacci, Salvini, Schillaci e Meloni
Il comico si definisce «militante comunista» e, intervistato da Andrea Scanzi, elenca i suoi “sogni” contro politici e ministri
Enzo Iacchetti abbandona i toni pacati del personaggio televisivo e torna a intervenire apertamente sui temi politici e sociali. Lo ha fatto venerdì 17 luglio a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, durante un incontro con Andrea Scanzi inserito nel programma del festival Naturalmente Pianoforte.
Davanti al pubblico, il comico e conduttore si è definito senza esitazioni un «militante comunista», indicando Enrico Berlinguer come proprio modello politico. Per Iacchetti, essere comunisti significa soprattutto stare dalla parte delle persone più fragili, difendere chi è in difficoltà e denunciare le responsabilità dei governi, degli eserciti e di quanti alimentano i conflitti.
Nel corso dell’intervista ha criticato anche Francesco De Gregori per le sue considerazioni sul ruolo pubblico degli artisti. Secondo Iacchetti, sostenere che chi fa spettacolo non dovrebbe prendere posizione rappresenta già, di per sé, una scelta di campo. La stoccata finale è arrivata con una battuta su uno dei brani più celebri del cantautore: «Ora ho capito perché non ho mai capito La donna cannone».
La parte più dura dell’intervento è stata quella dedicata ai suoi “25 sogni”, tanti quanti, ha ironizzato, sarebbero i ministri italiani. Il primo ha riguardato Roberto Vannacci e i sostenitori della cosiddetta remigrazione. Iacchetti ha detto che vorrebbe vederli raccogliere pomodori in Puglia durante il mese di agosto, lavorando per un euro netto all’ora, oppure asfaltare le strade di notte con temperature vicine ai 40 gradi.
Il secondo bersaglio è stato Matteo Salvini. Il comico ha immaginato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti bloccato per quattro ore su un Frecciarossa, in seconda classe e senza aria condizionata, tra Parma e Bologna, anziché sistemato nei vagoni executive.
Parole ancora più pesanti sono state rivolte al ministro della Salute, Orazio Schillaci. Iacchetti ha detto che vorrebbe vederlo alle prese con le difficoltà del servizio sanitario, costretto ad attendere otto mesi per una Tac o una risonanza magnetica, come accade a molti cittadini.
L’ultimo passaggio ha riguardato Giorgia Meloni e la guerra a Gaza. Il conduttore si è chiesto che cosa potrebbe rispondere in futuro la presidente del Consiglio alla figlia, quando nei libri di storia leggerà delle migliaia di bambini uccisi e le domanderà quale fosse stata, in quegli anni, la posizione del governo italiano.
Non è la prima volta che Iacchetti interviene pubblicamente sul conflitto. Aveva già suscitato grande attenzione il suo acceso confronto televisivo a È sempre Cartabianca con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione delle associazioni Italia-Israele, durante una discussione sulle vittime civili a Gaza. A Pratovecchio, lontano dagli studi televisivi ma davanti alle telecamere del festival, il comico ha ribadito la volontà di esporsi in prima persona, anche ricorrendo a espressioni volutamente provocatorie.
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