Patronaggio: «Il riciclaggio è presente, attenzione ai settori turistici e alle rinnovabili»
Il procuratore generale commenta l’intervista dello scrittore Roberto Saviano: «Sull’isola ha ragione, un fiume di capitali sospetti»
Sassari Le riflessioni di Roberto Saviano sulla trasformazione del banditismo sardo in una criminalità sempre più organizzata, capace di muoversi tra traffici internazionali di droga e riciclaggio, trovano un’importante conferma nelle parole del procuratore generale di Cagliari, Luigi Patronaggio. Dopo l’intervista pubblicata ieri 30 luglio dalla Nuova Sardegna, nella quale lo scrittore ha descritto un sistema criminale ormai lontano dall’immagine tradizionale e romantica del banditismo, la massima toga dell’isola interviene condividendone gran parte dell’analisi e rilanciando l’allarme sui nuovi scenari della criminalità nell’isola.
«Saviano espone con lucidità e con la libertà propria del giornalismo d’inchiesta ciò che ormai da anni racconto, pur con il linguaggio prudente del mio ruolo istituzionale. L’analisi è corretta tanto in relazione alla nuova criminalità organizzata sarda, che non ha nulla da apprendere dalle mafie continentali, sia in relazione ai fenomeni di riciclaggio e reimpiego» spiega il pg di Cagliari. Un impianto malavitoso, quello delineato da Saviano, che ha trovato puntualmente riscontro in tutte le ultime inchieste portate avanti dalla Dda, e raccontato dallo stesso magistrato siciliano in tempi non sospetti.
Nell’intervista, lo scrittore aveva spiegato come il vecchio banditismo legato ai sequestri abbia lasciato spazio a gruppi criminali strutturati, capaci di gestire l’intera filiera dell’illecito. Dagli assalti ai portavalori alla fusione dell’oro rubato, fino al suo reinserimento sul mercato, agli investimenti dei proventi e ai rapporti con le mafie tradizionali, senza però esserne mai subordinate. Una criminalità che, secondo Saviano, ha assunto caratteristiche imprenditoriali. Un’analisi che Patronaggio considera sostanzialmente corretta e in linea con quanto sostiene da anni nelle sue relazioni e nei suoi interventi pubblici.
Il passaggio più delicato dell’intervento di Patronaggio però, riguarda il rapporto tra investimenti, riciclaggio e settori economici strategici per l’isola. Il procuratore generale pone l’attenzione sul volume di capitali che negli ultimi anni hanno interessato la Sardegna, sottolineando la necessità di verificare con attenzione la provenienza delle risorse.
«Oggi la Sardegna vede un flusso notevole di capitali investiti da società imprenditoriali estere e nazionali, non sempre tracciabili e talvolta operanti in contesti a fiscalità agevolata o nei cosiddetti paradisi fiscali, che devono indurre a grande cautela e ad accertamenti di prevenzione».
Un’analisi che viene fatta, precisa Patronaggio, «senza alcun riferimento ad indagini specifiche», ma che individua alcuni ambiti economici considerati più esposti: «I settori di elezione sono l’alberghiero, la ristorazione, i balneari e le energie rinnovabili».
È su questo punto che arriva uno degli elementi più rilevanti e inediti. Il procuratore generale parla infatti anche di situazioni in cui il denaro proveniente da attività illecite, può essere reimpiegato grazie anche alla complicità di alcuni ambienti istituzionali collusi, arrivando ad affermare che «va purtroppo registrato che talvolta questi investimenti vengono operati in dispregio all’ambiente e con connivenze politico-amministrative».
«Ribadisco, tuttavia, – precisa il pg di Cagliari – che finché non ci saranno sentenze definitive la mia analisi è strettamente criminologica e deve tenere in giusto conto la presunzione di innocenza di tutti gli operatori che, e non sono pochi, portano in Sardegna ricchezza e soprattutto occupazione».
Prima della chiusura, il procuratore generale torna anche sul caso di Attilio Cubeddu, il latitante barbaricino richiamato da Saviano nell’intervista dopo le dichiarazioni del fotografo Antonello Zappadu di qualche mese fa alla Nuova. Sul possibile destino del sequestratore di Arzana Patronaggio non concede aperture: «Su Cubeddu posso solo dire che è attivamente ricercato dagli organi competenti e che nulla si può dire in ordine a ipotesi investigative, allo stato assolutamente riservate e tutte da verificare».
Sullo sfondo, una stagione mai completamente decifrata della criminalità sarda, quella dell’Anonima. «Resta, tuttavia, un grumo storico e investigativo sulla complessa stagione dei sequestri di persona che dal caso Lombardini, passando al caso Zuncheddu, non è mai stata chiarita fino in fondo» conclude il pg.
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