Dall’isola alle stelle, si chiama Janasat il primo satellite made in Sardegna
Alla conquista dell’universo, è stata costruita da un team di ingegneri elettronici, aerospaziali e informatici
Sassari Il nome ha qualcosa di poetico, “Janasat”, richiama la storia e richiama l’immaginario delle fate. Janasat è una fata che vola molto in alto, in orbita: è stato realizzato il satellite sardo «intelligente di nuova generazione» che entrerà nelle attività internazionali di conoscenza e monitoraggio dello spazio. Nella sfida alla conquista dei cieli, accanto ai satelliti di Elon Musk e alla stazione spaziale della Nasa, ci sarà anche una piccola jana sarda.
A costruire il satellite è stata un’azienda sarda, base a Elmas, nata nel 2012, la Nurjana technologies e composta da ingegneri elettronici, aerospaziali e informatici.
Il progetto omonimo al satellite è stato finanziato con i bandi a cascata promossi nell’ambito del progetto e.Ins – Ecosystem of innovation for next generation Sardinia, e in particolare nel contesto dello Spoke 05 – Aerospace science and technology, coordinato dal Distretto aero spaziale della Sardegna (Dass).
«La Sardegna dispone oggi delle competenze necessarie per fornire un valido contributo allo sviluppo della nuova economia dello spazio», si proietta direttamente sul piano internazionale proprio Giacomo Cao, presidente del distretto aerospaziale sardo, e spiega: «Progetti come Janasat dimostrano non solo la maturità tecnologica raggiunta da Nurjana technologies, socio del Dass, ma anche quanto la collaborazione tra imprese ed enti di ricerca all’interno dello stesso distretto stia producendo risultati concreti in uno dei settori tecnologici più strategici per il futuro dell’Europa».
Il progetto che ha portato allo sviluppo della piattaforma spaziale è passato attraverso un’intera filiera tecnologica. Si è partiti dall’architettura di sistema allo sviluppo del “payload” ottico per l’osservazione dello spazio. In mezzo, la progettazione dei dati con algoritmi di intelligenza artificiale e di un software per la gestione l’analisi dei dati provenienti dai sensori.
Janasat rientra nell’elaborazione di una futura costellazione di nanosatelliti dedicata al monitoraggio continuo dell’ambiente spaziale, alla sorveglianza orbitale, all’identificazione di oggetti residenti nello spazio e al supporto alle attività di “Space traffic management”.
Un piccolo passo per la ricerca tecnologica spaziale, un grandissimo, gigantesco, passo per le imprese che nell’isola decidono di dare un contributo in uno dei settori del futuro e più futuristici dell’ingegneria.
Ne parla con orgoglio Pietro Andronico, fondatore della realtà cagliaritana che ha portato avanti la missione, terrestre, di ideare, progettare e costruire una fata meccanica intelligente che volerà in orbita: «Janasat rappresenta molto più di un progetto di ricerca. È il primo tassello della nostra strategia industriale nel settore della Space domain awareness – così infatti il ceo di Nurjana –. Abbiamo sviluppato competenze e tecnologie proprietarie che consentiranno alla Sardegna di essere protagonista nello sviluppo di sistemi spaziali intelligenti, contribuendo alla sicurezza e alla sostenibilità delle future attività in orbita».
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