Rivoluzione al supermercato, imballaggi compostabili obbligatori: ecco quali prodotti saranno coinvolti
La misura interessa alcune confezioni utilizzate per ortofrutta, ristorazione, monoporzioni e prodotti destinati agli alberghi
Roma Nuovi requisiti ambientali in arrivo per alcune categorie di imballaggi monouso destinati al mercato italiano. Potranno essere commercializzati soltanto se realizzati con materiali biodegradabili e compostabili e se provvisti della relativa certificazione.
La misura è contenuta in un decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri martedì 4 agosto. Il provvedimento modifica il Codice dell’ambiente e riguarda, secondo quanto comunicato dal governo, le confezioni utilizzate per i prodotti ortofrutticoli freschi, nella ristorazione e nel catering, per le monoporzioni alimentari e nel settore dell’ospitalità.
L’intervento è collegato al nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, conosciuto con la sigla PPWR. Il regolamento è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e diventerà applicabile dal 12 agosto 2026. Le norme comunitarie consentono agli Stati dotati di sistemi adeguati per la raccolta e il trattamento dell’organico di imporre la compostabilità per alcune confezioni, a condizione che queste possano essere correttamente inserite nel circuito dei rifiuti organici.
Nel testo notificato alla Commissione europea, che dovrà essere confrontato con la versione definitiva pubblicata in Gazzetta Ufficiale, l’obbligo è previsto a partire dal primo gennaio 2030. Rientrerebbero nella nuova disciplina gli imballaggi di plastica monouso contenenti meno di un chilo e mezzo di frutta e verdura fresca preconfezionata.
Sono comprese anche le confezioni monouso per alimenti e bevande riempite e consumate all’interno di alberghi, ristoranti e attività di catering. La misura interessa inoltre le bustine e i piccoli contenitori con porzioni individuali di condimenti, come salse, conserve, zucchero o panna per il caffè. Sono previste eccezioni, tra l’altro, per le confezioni abbinate a cibi pronti da asporto e per quelle necessarie a garantire sicurezza e igiene in ospedali, cliniche e strutture assistenziali.
La quarta categoria comprende gli imballaggi flessibili monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene utilizzati nelle strutture ricettive, destinati a un singolo soggiorno e a essere eliminati prima dell’arrivo dell’ospite successivo. La certificazione dovrà essere rilasciata da organismi accreditati sulla base della norma tecnica UNI EN 13432 o di standard europei equivalenti.
Non si tratta, dunque, di un divieto generalizzato della plastica monouso. L’obbligo sarà circoscritto alle tipologie espressamente individuate, mentre per la maggior parte degli altri imballaggi resteranno centrali i requisiti europei relativi alla riciclabilità.
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