Matteo Salvini contestato all’Agnata, Alice De André: «Mio nonno gli avrebbe chiesto che c...o ci faceva lì» – Il video
La nipote sulla protesta: «La cosa più coerente che è successa»
Tempio Non si è ancora chiusa la polemica intorno alla presenza, ieri 9 agosto, di Matteo Salvini all’Agnata, a Tempio, in occasione dell’evento omaggio a Fabrizio De André nell’ambito del Time in Jazz. Nel dibattito entra a gamba tesa Alice De André, la nipote, figlia di Cristiano De André.
Dopo le contestazioni avanzate da una ragazza seduta tra il pubblico – «Non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De André non c’entra niente. Io mi sento offesa e non posso continuare a restare qui», ha detto – e l’intervento in difesa del ministro da parte di Dori Ghezzi – «Non sono d’accordo con voi. Io la penso diversamente (da Salvini, ndr), sono sempre di sinistra. Ma è giusto creare un dialogo. La musica deve unire». –, Alice De André, dal suo profilo social su Instagram, scende in piazza a supporto della contestatrice.
«La riflessione del giorno inizia da una cosa che trovo quasi comica». Inizia così l’intervento in cui fa un breve riepilogo di quanto successo. «In prima fila, al concerto in onore di mio nonno c’era Matteo Salvini. Io non so esattamente cosa sia riuscito a capire dei testi di mio nonno». «Dire che i loro pensieri e i loro valori fossero diametralmente opposti è un eufemismo». Ma il vero capolavoro, secondo De André arriva dopo. E cioè la polemica scoppiata sulla contestazione da parte della ragazza del pubblico, non sulla presenza di Salvini. «Oggi mio nonno è una specie di santino nazionale: lo ascoltiamo tutti, lo celebriamo tutti, purché nessuno si azzardi a ricordare cosa diceva realmente». «Una ragazza che contesta un politico ad un concerto di De André non è fuori luogo, è forse una delle cose più coerenti – il riferimento è anche all’intervento di Dori Ghezzi?, ndr – che sia successa durante tutta la serata». De André non risparmia nemmeno il pubblico, che avrebbe protetto il ministro con un silenzio educato. «Mio nonno del silenzio educato se ne faceva molto poco». «Mio nonno – continua – avrebbe fermato il concerto e probabilmente avrebbe chiesto a Salvini che c***o ci faceva lì».
E chiude citando “La Domenica delle Salme”: «Il ministro dei temporali in un tripudio di tromboni. Auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani. E le mani sui co****ni».
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