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Sanità

Emergenza caldo, nei reparti del San Francesco di Nuoro pinguini e ventilatori. La denuncia: «Nelle hall temperature vicine ai 40 gradi»

di Alessandro Mele e Nino Muggianu
Emergenza caldo, nei reparti del San Francesco di Nuoro pinguini e ventilatori. La denuncia: «Nelle hall temperature vicine ai 40 gradi»

L’Asl: «Il 7 percento dell’ospedale non è climatizzato», ma i dati non combaciano

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Nuoro A un mese e mezzo dalla prima segnalazione inoltrata da pazienti e familiari, continua l’emergenza caldo nei reparti dell’ospedale San Francesco. Le soluzioni tampone messe in campo dall’Asl 3, a partire dall’introduzione dei condizionatori portatili, infatti, sembrano non portare i benefici sperati e i numeri comunicati tempo fa dall’Azienda sanitaria del Nuorese sembrano non corrispondere all’emergenza tutt’oggi denunciata dentro e fuori l’ospedale.

«Le parti comuni come le hall e l’ingresso dei reparti segnano costantemente temperature prossime ai 40 gradi – raccontano –. Il caldo è insopportabile nelle stanze dotate dei condizionatori portatili, i cosiddetti pinguini. Questi – proseguono – sono collocati al secondo, al terzo, al quarto, al settimo, all’11esimo e al 13esimo piano dell’ospedale. In reparti come la Medicina e la Geriatria i “pinguini” sono stati sistemati in ogni stanza».

I vertici dell’Asl, a partire dal direttore generale Francesco Trotta, interpellati per avere un quadro più chiaro della situazione, complice il ponte di Ferragosto, per ora non rispondono. Eppure già a giugno, attraverso una nota ufficiale, comunicavano che quasi il 10 percento dei reparti del San Francesco «risultavano non coperti dalla climatizzazione».

Nello specifico, l’Asl asseriva che «nel cosiddetto “corpo torre”, dove risultano esserci 90 camere di degenza, 77 risultano dotato di climatizzatore portatile autonomo, mentre 13 di dispositivi portatili (ad esempio i classici ventilatori, ndr)». Ancora, che «le 43 camere del dipartimento di Emergenza e accettazione risultano tutte integralmente servite da impianto di climatizzazione centralizzato operativo». Infine, che «le 36 camere totali del cosiddetto “corpo piastra” dell’ospedale, incluse le stanze di Day hospital, sono tutte interamente coperte da split nelle zone non raggiunte dal sistema di condizionamento centralizzato».

Il caso era stato già denunciato a giugno anche dall’ex deputato e assessore regionale alla Sanità, Roberto Capelli, ma oggi le segnalazioni si moltiplicano. A raccontare quanto sta avvenendo nel mese di agosto, è anche Maria Rimedia Monne, di Irgoli, familiare di un paziente. Secondo il racconto, due medici si sarebbero trovati a lavorare «da 24 ore consecutive» in ambienti caratterizzati da temperature particolarmente elevate. «Caldo insopportabile – riferisce – con due piccoli condizionatori portatili». Uno dei medici, preoccupato per le condizioni dei pazienti, avrebbe chiesto di portare uno dei dispositivi nella sala barelle. «Altrimenti diventa pericoloso i pazienti in attesa», avrebbe detto il sanitario.

Una situazione che la signora Monne definisce «incredibile», riportando anche le parole dello stesso medico: «Scusatemi, sono grondante di sudore. Appena posso vado via di qua». Secondo la donna, al personale sarebbe stato spiegato che non ci sarebbero soldi sufficienti per garantire il funzionamento dei normali impianti di climatizzazione.

La segnalazione riguarda anche le conseguenze della condensa prodotta dai condizionatori portatili. «I corridoi si allagano dall’acqua di condensa, con il rischio di scivolare», racconta. A questo si le carenze: «Non ci sono Oss disponibili. Nell’attesa che arrivino – ha concluso –, accompagniamo noi i nostri cari nella via crucis dei reparti». Sull’emergenza climatica non resta che attendere spiegazioni dai vertici dell’Azienda nuorese.

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