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Martina Lattuca, l’appello della sorella: «Per lei solo 3 giorni di ricerche, per il marito della ministra 37»


	Martina Lattuca è scomparsa il 18 novembre 2025 a Cagliari
Martina Lattuca è scomparsa il 18 novembre 2025 a Cagliari

Sara Lattuca torna a chiedere chiarezza a quasi nove mesi dalla scomparsa e contesta alcune ricostruzioni sulle ultime ore della 49enne

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Cagliari «Sono durate 37 giorni le ricerche di Luigi Cavallari, marito della ministra Eugenia Roccella. Mia sorella è stata cercata solo per tre giorni. Ogni vita ha lo stesso valore». A quasi nove mesi dalla scomparsa di Martina Lattuca, la 49enne di Selargius di cui non si hanno più notizie dal 18 novembre 2025, la sorella Sara torna a chiedere attenzione sul caso con un lungo post pubblicato sui social.

Il riferimento è alle operazioni condotte nel lago di Vico per ritrovare Luigi Cavallari, scomparso il 27 giugno dopo essersi tuffato da una barca e il cui corpo è stato individuato il 4 agosto, al termine di 37 giorni di ricerche. «Ogni famiglia merita lo stesso impegno, lo stesso tempo e le stesse risorse nelle ricerche», scrive Sara Lattuca, rivolgendo poi un pensiero anche alle famiglie di altre persone scomparse.

Il suo è soprattutto un nuovo appello a fare chiarezza su quanto accadde quella mattina a Calamosca. Sara contesta alcune delle ricostruzioni circolate nei mesi successivi alla scomparsa. «Mia sorella Martina non è mai stata vista incamminarsi sui sentieri del promontorio verso la Sella del Diavolo – precisa –. L'ultima volta è stata vista esclusivamente nei pressi del parcheggio del locale Le Terrazze a Cala Mosca».

Un punto sul quale la famiglia aveva già manifestato dubbi nei mesi scorsi, sostenendo che le immagini disponibili non mostrassero Martina imboccare il sentiero della Sella del Diavolo. La sorella aggiunge ora altri elementi: quel giorno, afferma, il locale Le Terrazze era chiuso per ferie e le condizioni meteorologiche non sarebbero state particolarmente difficili. «C'è stata solo una leggera pioggerellina di pochi minuti quella mattina». E sottolinea inoltre che Martina non aveva l'abitudine di affrontare da sola lunghe escursioni.

Le ricerche erano scattate dopo il ritrovamento dell'auto della donna e avevano coinvolto vigili del fuoco, guardia costiera, soccorso alpino, forze dell'ordine e volontari, con l'impiego anche di droni, unità cinofile e mezzi impegnati in mare. Nei giorni successivi erano state recuperate in acqua le scarpe di Martina e lo zainetto con i documenti e il telefono. Della donna, però, non è mai stata trovata alcuna traccia.

La famiglia ha sempre respinto l'ipotesi di un gesto volontario e continua a chiedere che non venga trascurata alcuna possibilità. Oggi Sara rinnova soprattutto l'appello a chiunque possa avere notato qualcosa quella mattina: anche un particolare apparentemente insignificante, sostiene, potrebbe rivelarsi utile.

«Se avete visto anche solo un piccolo particolare, un movimento sospetto o qualunque cosa possa essere utile, non tenetelo per voi. Contattate me o rivolgetevi immediatamente alle forze dell'ordine». Poi il ringraziamento agli amici, ai colleghi e ai clienti del luogo in cui lavorava Martina per i messaggi e la vicinanza ricevuti in questi mesi.

Il confronto sui tempi delle ricerche è stato rilanciato oggi, mercoledì 12 agosto, anche nel dibattito pubblico: «Per mia sorella solo tre giorni di ricerche, per il marito della ministra 37», è il cuore dell'appello con cui Sara Lattuca chiede che sul caso di Martina non cali il silenzio.

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