Assedio di Ferragosto, l’invasione dei turisti nelle coste dell’isola
Sbarcati oltre 100mila passeggeri nelle ultime 24 ore. La stagione da record manda in crisi il sistema ricettivo
Sassari Per arrivare alla spiaggia di Liscia Ruja si passa per una strada non asfaltata. Una carreggiata delimitata dalla macchia mediterranea larga giusto per i due sensi di marcia, forse anche solo una corsia e mezzo.
E invece in pieno week-end di Ferragosto, a mezzogiorno in punto, le file che si creano sono tre. L’ingorgo è immediato. Verso la spiaggia qualche suv parcheggiato a lato. In mezzo procede una coda di auto e un’altra fila, con in testa un furgone di noleggio con conducente, va verso l’uscita e la strada per Olbia. Le carrozzerie che riflettono la luce del sole si sfiorano. Tra le targhe si fanno spazio a piedi altri turisti, ombrellone e borsone in spalla.
«Saturazione» L’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu, l’aveva detto: si aspettava un «agosto da numeri record» sia sugli arrivi che sulle presenze. Ma aveva anche avvertito circa la «saturazione» che ormai sta raggiungendo l’estate sarda. O meglio, l’estate delle coste. Costa Smeralda e Riviera del Corallo soprattutto. Le località più gettonate hanno raggiunto il limite, la settimana di passione culmina con la giornata di oggi.
Flussi in nave L’autorità di sistema portuale del mare di Sardegna ha già stimato che solamente nelle ultime 24 ore stanno viaggiando da e per l’isola 100mila passeggeri. Tra arrivi e partenze, sono 140 i movimenti di traghetti registrati e in programma tra ieri e oggi nei principali scali passeggeri, da Cagliari a Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Santa Teresa Gallura, Arbatax e Portovesme. Postilla, neanche tanto piccola: al porto di Olbia arriveranno anche due crociere. Oltre 3.500 crocieristi a bordo della Costa Pacifica e circa 2.600 sulla Aida Stella.
«Le stime di traffico di queste due giornate confermano che tutti i porti del nostro sistema stanno lavorando a pieno regime, rispondendo in maniera efficace ai consistenti flussi tipici del periodo di Ferragosto», commenta Domenico Bagalà, presidente dell’Autorità portuale regionale.
Il fenomeno L’overtourism, poi: l’affollamento esagerato che vivono le località turistiche dell’isola – le solite note: Olbia, Arzachena, San Teodoro, Alghero, e al sud Cagliari e Villasimius – pone una domanda decisiva: e cioè su come si possa coniugare una qualità di vita e di offerta alta anche quando si raggiunge un volume di flussi che ogni anno segna nuovi indici da record. Il luglio del 2026 è cresciuto del 5,2 per cento rispetto a quello del 2025 sul fronte degli arrivi e del 3 per cento in quello delle presenze. I dati arrivano dal ministero del Turismo. E agosto si prepara a un altro segno più evidente.
Questo Ferragosto ha l’aria di essere un banco di prova definitivo, sotto l’aspetto dell’efficienza dei trasporti (quelli interni, con treni e pullman pubblici, hanno già perso la sfida), della capacità delle strutture ricettive e dei servizi. L’intrattenimento c’è, anche quello soffre una sorta di affollamento, c’è overentertainment in tutte le località costiere. Festival musicali, festival letterari, rassegne «sotto le stelle», calici di-vini» che brindano e sagre da coda per avere il proprio piatto «tipico».
La vita nei centri cambia (peggiora?) quando si moltiplicano le presenze. Sotto tutti i punti di vista. Il centro studi del Cipnes dice che in Gallura per via del turismo è aumentata anche la produzione di rifiuti urbani. Da fine aprile a inizio agosto sono state raccolte 18mila tonnellate. Per dire.
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