Violata la nacchera del bisso marino: turista trovato con una Pinna nobilis in spiaggia, denunciato
Il bivalve più grande del Mediterraneo è una specie protetta da una direttiva europea: multe da 2mila a 12mila euro
Calasetta La Pinna Nobilis, il più grande bivalve del Mediterraneo che dà vita al bisso marino e che ora è rigorosamente protetta da una direttiva europea che ne vieta il prelievo dai fondali, era nascosta tra gli scogli di Spiaggia Grande a Calasetta, sull’isola di Sant’Antioco. A strapparla dal suo habitat sarebbe stato un turista, denunciato poi dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale per il reato di violazione del divieto di prelievo dell’esemplare. Gli agenti forestali sono intervenuti tempestivamente sul posto in seguito a una precisa segnalazione da parte di alcuni bagnanti.
L'operazione ha permesso di accertare il prelievo illecito e l'occultamento di un giovane esemplare di nacchera. Il bivalve, ancora vivo, era stato nascosto in un anfratto tra gli scogli, a brevissima distanza dall'ombrellone di un turista.
Il personale forestale ha immediatamente avviato gli accertamenti a carico del presunto responsabile, procedendo alla stesura del rapporto per la Procura della Repubblica competente.
«La Pinna nobilis – chiarisce il Corpo forestale – è il più grande bivalve del Mar Mediterraneo, una specie protetta dalla Direttiva europea Habitat del 1992 poiché gravemente minacciata di estinzione a causa dell'inquinamento marino, dei cambiamenti climatici e dei prelievi illegali».
Il Cfva ricorda che la legge tutela rigorosamente questa specie: la violazione del divieto di prelievo costituisce un reato, punito con arresto da due mesi a due anni o, in alternativa, l'ammenda da 2.000 euro a 12.000 euro. «È fondamentale sottolineare – aggiungono i forestali – che tali divieti e sanzioni si applicano non solo agli esemplari vivi, ma anche all'asportazione, detenzione o alla vendita delle sole conchiglie (valve) vuote o di parti di esse».
Il Corpo Forestale rivolge un appello a tutti i cittadini e ai turisti, invitandoli a non prelevare per alcun motivo conchiglie, sabbia o ciottoli dai litorali. In Sardegna è infatti in vigore una specifica disciplina di salvaguardia, la Legge Regionale n. 16 del 2017, la quale stabilisce che chiunque asporti, detenga o venda anche piccole quantità di questi materiali senza regolare autorizzazione è soggetto a una sanzione amministrativa che va da un minimo di 500 euro fino a un massimo di 3.000 euro, salvo che il fatto non costituisca un più grave illecito penale. (l. on)
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