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Agguato a Fabrizio Corona: «Dacci i soldi o faremo del male a tuo figlio» – Denunciati due ventenni

Agguato a Fabrizio Corona: «Dacci i soldi o faremo del male a tuo figlio» – Denunciati due ventenni

L’ex re dei paparazzi minacciato su whatsApp si è rivolto alla Polizia. Uno dei due aggressori è figlio di un noto giornalista

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Milano Notte di tensione a Milano per Fabrizio Corona, vittima di un tentativo di estorsione culminato nel danneggiamento del suo Suv in zona Città Studi. L'ex re dei paparazzi, 52 anni, ha denunciato due giovani – descritti come ex amici del figlio primogenito – ora accusati a piede libero di tentata estorsione e danneggiamento aggravato. Uno dei due, un ragazzo di 20 anni, sarebbe figlio di un noto giornalista.

Le minacce e la denuncia in Questura

Tutto ha avuto inizio intorno all'una di notte tra il 3 e il 4 settembre, quando Corona si è presentato all'ufficio denunce della Questura. Agli agenti ha mostrato una serie di messaggi intimidatori ricevuti via chat: i due giovani pretendevano 500 euro, minacciando ritorsioni fisiche nei confronti suoi e del figlio in caso di mancato pagamento. Conoscendo l'identità dei mittenti, Corona ha informato la Polizia di avere un appuntamento con loro di lì a poco in via Noë, nei pressi di piazzale Loreto, e di essere intenzionato a presentarsi.

L'agguato in via Noë

L'ex fotografo ha raggiunto il luogo dell'incontro a bordo del suo Range Rover, seguito a distanza per sicurezza da due pattuglie dell'Ufficio prevenzione generale. Appena parcheggiato il veicolo vicino all'incrocio con viale Abruzzi, i due sono sbucati da un angolo buio. Senza lasciare a Corona il tempo di scendere dall'abitacolo, uno dei giovani si è scagliato contro la parte posteriore dell'auto, mandando in frantumi il lunotto con una catena.

L'intervento della Polizia e le indagini

Gli agenti sono intervenuti immediatamente bloccando uno degli aggressori, un ventenne trovato in possesso di una bomboletta di spray urticante. Il complice, di 24 anni, è riuscito a fuggire a piedi ma è stato subito identificato. Sullo smartphone del fermato sono state rinvenute diverse fotografie di armi: un dettaglio che ha fatto scattare una perquisizione domiciliare, conclusasi tuttavia senza esito. Corona ha quindi formalizzato la querela. Gli inquirenti, in accordo con il pm di turno, lavorano ora per chiarire il movente esatto e verificare se vi siano stati episodi analoghi in passato.

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