La Nuova Sardegna

L’inchiesta

Soccorritore ucciso nella sede del 118 a Buddusò, l’ex compagna e il nuovo fidanzato restano in carcere


	Nella foto da sx Falchi con Pusceddu. A destra Ramon Pirosu
Nella foto da sx Falchi con Pusceddu. A destra Ramon Pirosu

Sono accusati di omicidio volontario e tentato omicidio, il gip rigetta la richiesta di misura cautelare ai domiciliari per Maria Cristina Falchi

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Sassari Il gip del tribunale di Sassari Giuseppe Grotteria respinge la richiesta di sostituzione della misura cautelare dal carcere ai domiciliari per Maria Cristina Falchi, 57 anni, di Iglesias, fra i quattro arrestati per l'omicidio di Marco Pusceddu, il soccorritore del 118 originario di Portoscuso (sud Sardegna) ucciso con quattro colpi di pistola il 7 agosto 2025 nella sede dell'associazione Intervol di Buddusò, nel Sassarese. 

Anche lei così come gli altri tre indagati per omicidio, ieri 11 settembre, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, che si è svolto in videoconferenza tra il carcere di Uta e il Tribunale di Sassari, si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al gip Giuseppe Grotteria.

Oltre la donna, ex compagna di Pusceddu per 19 anni, in carcere si trova Ramon Pirosu, 45 anni, di Carbonia, collega di Pusceddu, che, secondo l’inchiesta, si era poi legato sentimentalmente alla Falchi. Per la Procura di Sassari i due sarebbero i mandanti del delitto. Con la stessa accusa di omicidio sono stati arrestati anche due uomini individuati come esecutori materiali dell’omicidio che sarebbero stati ingaggiati per 15 mila euro: Bronzo Amhetovic, 42 anni, e Dejane Adzovic, 26 anni. 

L’interrogatorio di garanzia

La scelta di non rispondere è stata adottata dalle difese in attesa di poter esaminare integralmente gli atti dell'inchiesta. L'avvocata Alessandra Ferrara, che assiste Falchi, ha inoltre chiesto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, escludendo la sussistenza di esigenze cautelari legate al rischio di fuga, all'inquinamento delle prove o alla reiterazione del reato. Il gip Grotteria si era riservato sulla richiesta: la decisione è arrivata questa mattina 12 settembre. 

Le accuse: Falchi e Pirosu restano in carcere dunque con la doppia imputazione per tentato omicidio e omicidio. In carcere per omicidio anche Amhetovic e Adzovic. Nell’inchiesta, condotta dalla pm Elisa Succu compare anche l’educatrice Marta Cadeddu, indagata a piede libero per favoreggiamento. Secondo la ricostruzione della Procura – agli atti – la donna avrebbe depistato le indagini favorendo la posizione di Pirosu, cui sarebbe stata legata sentimentalmente per un breve periodo. 

Il movente La svolta sull’indagine del delitto di Pusceddu arriva dal precedente tentato omicidio avvenuto il 28 aprile 2025 a Flumentepido, nelle campagne di Carbonia, per il quale sono indagati Falchi e Pirosu

Il precedente Quella sera Pusceddu era stato attirato in una piazzola isolata dallo stesso Pirosu, con il quale era uscito, e che durante il tragitto di rientro in auto verso casa, lo aveva chiamato dicendo di aver bucato la ruota. Pusceddu era così tornato indietro e lo aveva raggiunto. Nella piazzola, mentre era intento a sostituire uno pneumatico dell’auto del collega, indicato come uno dei presunti mandanti dell’omicidio, fu aggredito alle spalle con una piccozza, riportando una frattura pluriframmentaria della teca cranica con lesioni gravissime. Soccorso da Pirosu e dalla Falchi fu trasportato al pronto soccorso del Sirai di Carbonia e poi ricoverato per mesi. Una lunga degenza e poi la ripresa e il trasferimento di Pusceddu nel nord Sardegna. Fino all’omicidio a Buddusò maturato sempre nell’ambiente del 118, dove i tre lavoravano, con un movente che sarebbe da ricondurre a motivi professionali e di natura privata

Pusceddu, Pirosu e Falchi (ex compagna di Pusceddu e attuale compagna di Pirosu). Un triangolo sentimentale a quanto pare maturato durante le lunghe notti del 118, cui si aggiungerebbero rancori, gelosiedissidi legati al lavoro, dove Pusceddu era riuscito a farsi voler bene soprattutto dalle colleghe per il suo buon carattere. È questo, secondo la procura di Sassari, il movente che ha indotto Pirosu ad agire con la Falchi e assoldando i due sicari che hanno freddato l’uomo con quattro colpi di pistola nella sede dell’associazione Intervol a Buddusò, dove Pusceddu si era trasferito poco prima di essere ucciso.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sassari, sono state condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei carabinieri di Sassari, dalla Compagnia di Ozieri e dalla Compagnia di Iglesias, con il supporto del Reparto Investigazioni Scientifiche e del Reparto Anticrimine dei carabinieri di Cagliari.

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