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Omicidio

Ha ucciso la moglie malata, disperazione e solitudine dietro il delitto – Il dramma di Monserrato

di Simonetta Selloni
Ha ucciso la moglie malata, disperazione e solitudine dietro il delitto  – Il dramma di Monserrato

La vittima, Mariolina Seguri, soffriva da 10 anni

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Inviata a Monserrato Invisibili o quasi. «Io pensavo che lui fosse vedovo. L’ho incrociato raramente, una volta ho suonato a casa loro e lui mi ha prestato una scala per alcuni lavori. Qualche volta ho visto il figlio. La signora mai: ma neanche pensavo fosse viva. Fino a ieri». La dirimpettaia della famiglia Secci-Seguri è gentilissima nell’aprire la porta del suo appartamento, al piano rialzato della palazzina rosa e grigia al 28 di via Boezio. In tutto sono sette appartamenti: due fatti i primi gradini, altri due nei due piani superiori e una mansarda. Non ci sono tracce evidenti di quanto accaduto venerdì pomeriggio, quando Giovanni Secci, 81 anni, pensionato dopo aver lavorato come bidello, ha soffocato la moglie Mariolina Seguri, stessa età. Subito dopo, ha avvisato il figlio Simone, di 51 anni, e i carabinieri. Un gesto estremo, una resa - devastante e tristissima e irrimediabile - ad un fardello diventato macigno. Invisibili anche per gli inquilini di altri due appartamenti: le altre famiglie via per le ferie. «Li ho incontrati poche volte, ma solo il signor Secci e il figlio. La signora, mai». Non è disinteresse verso l’altro, è il semplice risultato di vite che per mille motivi non si sono incrociate. Per quanto riguarda la famiglia Secci-Seguri, anche l’epilogo drammatico, l’omicidio di Mariolina Seguri, è stato l’ultimo atto di un’esistenza segnata dal peso della malattia e di un’assistenza diventata per Giovanni Secci non più sostenibile. Un uomo di 81 anni, età in cui si ha bisogno di sostegno. E così come il dolore e le difficoltà si sono dipanati nel silenzio di decenni, così la fine ha seguito lo stesso copione. Tutto confinato dietro la porta blindata alla sinistra del pianerottolo. I cuscini premuti sul volto della donna. Nessuno si è accorto di nulla; non i vicini, come avrebbero potuto? Non i Servizi sociali. «Non siamo mai stati allertati, il signor Giovanni è venuto ad agosto per avere informazioni, ma non ci ha detto nulla di preciso. Eravamo all’oscuro di tutto», dice il sindaco Tommaso Locci. Appuntamento a dopo le ferie. E invece. Lo sfondo della tragedia pare un cortocircuito che a Giovanni Secci deve essere sembrato impossibile da sbloccare. E parla anche della solitudine nella quale si trova chi, anziano e fragile, è chiamato ad assistere un familiare fragile. Come si sia arrivati a questo punto lo dovrà stabilire l’inchiesta. C’è un tema: la sofferenza psichiatrica, e l’aiuto a chi deve sostenere un familiare malato. «I quattro Centri di salute mentale di Cagliari hanno in carico 10mila pazienti, su un bacino di circa 490mila utenti. L’Organizzazione mondiale della sanità ritiene che ogni otto persone una soffre di un disturbo psichiatrico», dice Alessandro Coni, direttore del Csm Cagliari 1 ma anche del Dipartimento della salute mentale della Asl 8. Dove sono gli altri? Gli altri, sono, appunto, invisibili. E con loro i loro familiari, con un carico di drammi che senza condivisione è prevedibile sia destinato a esplodere. È difficilissimo intercettare le sofferenze psichiatriche. «La vergogna, lo stigma, questi sono gli ostacoli. La salute mentale diventerà una vera emergenza -dice ancora Coni –. Dopo il Covid le malattie psichiatriche sono aumentate del 30 per cento».

L’isolamento ha giocato un ruolo fondamentale. Le relazioni sono parte della cura. Chi poteva sapere quale dramma si stesse vivendo dietro quella porta blindata? La famiglia Secci-Seguri ha condotto la sua esistenza nella riservatezza totale. E così, alle patologie della donna si è associato il dramma del marito, anche lui anziano. Giovanni Secci ha ucciso la moglie e dovrà risponderne. Nessuno si è accorto di niente; non i vicini, che a malapena l’hanno incontrato, non la città, non - per fortuna - i bambini che anche ieri giocavano nel parchetto di fronte, intitolato al generale Dalla Chiesa. Giovanni Secci ha avvisato il figlio, i carabinieri. Un omicidio quasi invisibile, alla fine di un’esistenza invisibile.

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