Pedopornografia on line, smantellata rete criminale internazionale: un sardo fra i 17 arrestati
Condivisi in rete migliaia di file anche con bambini in tenera età, l’indagine partita dalla scoperta di un canale Telegram usato per diffondere video e foto
Cagliari C’è anche un residente nella provincia di Cagliari di 60 anni fra i 17 arrestati dalla polizia che farebbero parte di una organizzazione criminale dedita alla diffusione online di materiale pedopornografico. Arrestato in flagranza di reato, è stato trovato in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico, video ed immagini di minori anche in tenera età. Oltre al 60enne recluso nel carcere di Uta, è stato denunciato anche un 33enne della provincia di Cagliari e altri due, sempre della provincia, sono indagati.
In particolare, la complessa attività investigativa avviata nel 2024 nell’ambito dell’operazione “Fly Trap” della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) ) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha portato all’esecuzione di 6 misure cautelari, di un fermo di indiziato di delitto e all’arresto di 10 persone in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico, a seguito delle 23 perquisizioni locali, personali ed informatiche disposte dalla Procura della Repubblica nei confronti dei soggetti indagati, sia in qualità di amministratori che di semplici membri, dell’associazione per delinquere finalizzata alla detenzione, commercio, divulgazione e pubblicizzazione di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico oggetto della indagine.
Le investigazioni sono state avviate dal Cncpo nel 2024 a seguito delle informazioni condivise, nell’ambito della cooperazione internazionale, dall’Agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI) relative alla presenza su Telegram di un gruppo privato denominato ‘New Saga’, dedito alla diffusione di materiale pedopornografico.
Le attività investigative effettuate e l’analisi delle transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere alla comunità, consentivano di identificare uno degli amministratori, un ventiquattrenne campano, poi sottoposto a perquisizione personale, locale ed informatica nel mese di maggio 2024 e di avviare, una complessa attività espletata in modalità sotto copertura.
Per scongiurare il pericolo di monitoraggio da parte delle forze di polizia, venivano utilizzati dagli amministratori "canali privati esclusivi’ per lo scambio informativo ed organizzativo, uno di questi nominato “La Sala dei Re”, a sottolinearne il contesto di potere nel quale gli amministratori dei gruppi Telegram ritenevano di operare.
L’attività operativa della polizia postale ha consentito di accertare la creazione di una comunità online privata, strutturata e organizzata, con rigorose regole, composta da oltre 1.009 partecipanti, accessibile mediante pubblicazione di un link dedicato per raccogliere più utenti, la cui permanenza era consentita previo pagamento in criptovaluta di modiche somme di denaro (definite donazioni) o condivisione di materiale nuovo di pedopornografia.
I membri ricevevano supporto diretto e costante dagli organizzatori anche con la condivisione di risorse informatiche necessarie per assicurare l’anonimato e custodire il materiale illecito diffuso, anche in forma criptata, per evitarne la perdita.
Le metodologie adottate dagli amministratori avevano prodotto un accrescimento del volume dei database di materiale di pedopornografia disponibile. Solo nel corso dell’attività sotto copertura gli investigatori hanno acquisito circa 282,9 gigabyte di materiale illecito, con oltre 22mila video e 34mila immagini.
Le indagini, mediante l’utilizzo di elevate ed innovative tecniche di de-anonimizzazione, hanno permesso di identificare i soggetti coinvolti ed acquisire elementi indiziari a fondamento della richiesta della Procura di Roma delle 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Roma, di cui una sostituita con quella degli arresti domiciliari per lo stato di salute dell’indagato, eseguite il giorno 15 settembre nei confronti di 3 amministratori italiani, residenti nella provincia di Napoli, Barletta e Verona e di un cittadino svizzero, come organizzatori/promotori e nei confronti di 2 soggetti, residenti nella provincia di Messina e di Genova, come partecipi, per aver condiviso e detenuto in un archivio informatico una ingente quantità di materiale pedopornografico.
I 22 utenti italiani, di cui 10 attivi anche nella condivisione di materiale, sono stati destinatari di provvedimenti di perquisizione locale, personale ed informatica. Le operazioni, nella medesima giornata, si sono concluse con l’arresto in flagranza di reato di 10 persone, fra cui un sardo, perché trovate in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico, video ed immagini di minori anche in tenera età, materiale illecito abilmente occultato, di difficile accesso, protetto in cartelle anche crittografate per impedirne il ritrovamento, ancora in corso di quantificazione.
Tra gli arresti in flagranza figurano 6 persone residenti nelle province di Torino Milano e Padova, uno rispettivamente della provincia di Fermo, Cagliari, Palermo, e Treviso, di cui pochi con precedenti specifici ed altri insospettabili autori. Cospicuo il materiale informatico sequestrato con circa 200 dispositivi (smartphone, tablet, pc, hard disk) e il materiale illecito di pedopornografia sottratto ai mercati e alle piattaforme di scambio a livello internazionale.(l.on)
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