Sardegna, rischio incendi ancora alto ma la flotta si assottiglia: via i Super Puma e i Canadair
Gli elicotteri scendono da 12 a 6, fuori anche l’Ab 412. Un solo aereo resterà nell’isola fino al 15 ottobre
Sassari Il grande caldo non ne vuol sapere di lasciare del tutto la Sardegna e inevitabilmente non può che rimanere alta l’emergenza per il rischio di incendi nell’isola. Ad andare via sono, invece, i mezzi aerei della campagna antincendio 2026. Il periodo di elevato pericolo fissato dalle prescrizioni regionali termina il 31 ottobre, ma la scadenza prevista per lo schieramento a pieno regime di tutta la flotta aerea coincide con la fine del mese di settembre. Già da qualche giorno però la dotazione in Sardegna di elicotteri e canadair è stata ridotta. Nel periodo di massima operatività i mezzi aerei a disposizione nell’isola comprende 12 elicotteri, di questi 9 sono leggeri, con capacità di circa 900 litri di acqua, un Ab 412 da circa 1200 litri e due Super Puma, capaci di trasportare fino a 4000 litri d’acqua. A questi si aggiungono tre canadair della flotta nazionale che per tutto il periodo di massima allerta sono di stanza a Olbia, due elicotteri messi a disposizione dall’esercito e dall’aeronautica militare e i droni utilizzati per la ricognizione e il monitoraggio del territorio. Con questa dotazione e con il lavoro di tutto il personale a terra del Corpo Forestale, dell’Agenzia Forestas, e dei volontari della Protezione Civile si è potuto far fronte ai 2302 incendi scoppiati nell’isola fino ad oggi.
L’allerta rimane ma dei dodici elicotteri complessivi ne sono rimasti 6, e tra questi non ci sono i due Super Puma. L’ultimo è rimasto in dotazione fino a ieri, ed è andato via anche l’Ab412. I canadair da tre erano già stati ridotti a due nei giorni scorsi e da oggi ne rimarrà uno solo fino al 15 di ottobre. Per gli ultimi 15 giorni della campagna in caso di emergenza dovranno arrivare dalla base di Ciampino. Tra il 25 e il 30 settembre scenderà ulteriormente il numero degli elicotteri leggeri. Mentre fino al 15 ottobre ne rimarranno schierati due. A questi si aggiungono, sempre fino al 15 ottobre, l’elicottero dell’aeronautica militare a Decimomannu e quello dell’esercito a Elmas.
Dal Corpo Forestale assicurano che ogni settimana viene fatto il punto della situazione, con continui aggiornamenti fatti in collaborazione con la Protezione Civile nazionale, con l’Arpas, con il Centro Meteo Prociv e con gli ispettorati forestali per valutare se e come intervenire per fronteggiare eventuali emergenze. Il problema di fondo è sempre economico: mantenere operativa una dotazione di mezzi aerei molto corposa ha costi decisamente alti che non possono essere sostenuti per un periodo di tempo troppo lungo. Allo stesso tempo i cambiamenti climatici impongono un livello di attenzione alto che va oltre il periodo e le stagioni come le abbiamo conosciute fino ad oggi.
«Lo stato vegetativo dei boschi e la presenza diffusa di materiale secco non consentono alcun allentamento della guardia», afferma l’assessora regionale all’ambiente Rosanna Laconi che conferma come il rischio incendi non debba essere sottovalutato, anche quando la campagna messa in campo da tutto il sistema regionale si avvia a conclusione.
«L’allerta – prosegue l’assessora - resterà alta fino a quando l’andamento della stagione e le condizioni meteorologiche non permetteranno di considerare superata la fase più critica. La campagna antincendi non si chiude premendo un interruttore – afferma ancora Rosanna Laconi –. La riduzione programmata di alcune componenti deve sempre essere rapportata alle condizioni reali del territorio. La stanchezza accumulata e una percezione prematura di cessato pericolo possono diventare esse stesse fattori di rischio. Continueremo perciò a valutare quotidianamente le condizioni meteorologiche e vegetative, mantenendo le risorse necessarie». La chiusura è affidata al classico appello ai cittadini «alla massima prudenza, al rigoroso rispetto delle prescrizioni antincendio e alla tempestiva segnalazione di ogni principio di incendio. Finché il territorio rimarrà esposto, la Sardegna continuerà a mantenere alta la guardia».
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