Una discarica di veleni e rifiuti tossici sotto lo stabilimento dell’acqua San Martino a Codrongianos: l’inchiesta choc
Arsenico, cadmio, diossine: una bomba ecologica quella scoperta dal Noe di Sassari. Due gli indagati dalla Procura di Sassari
Sassari Rifiuti plastici e vetrosi interrati e bruciati, ceneri, fanghi scaricati sul terreno. E arsenico, cadmio, berillio, vanadio e diossine. È la fotografia dello stabilimento dell’acqua San Martino di Codrongianos scattata dal Noe di Sassari, che parla di «grave e diffuso inquinamento del suolo e del sottosuolo».
Una vera bomba ecologica: e condotte contestate si sarebbero protratte dal 1994 fino alla liquidazione giudiziale della società, nell’aprile 2025. Tre decenni di inquinamento ambientale.
Nel magazzino di produzione sono stati individuati fino a 750 metri cubi di terreno mescolato a rifiuti. Nella pineta i materiali interrati arrivano fino a un metro di profondità. L’arsenico è 560 volte la soglia. E l'acqua che i sardi hanno bevuto per 30 anni? I rilievi al momento riguardano solo il terreno. Per accertare eventuali conseguenze sulle sorgenti e sull’acquifero serviranno i dati idrogeologici e il confronto con le analisi delle acque effettuate negli anni.
L’inchiesta della Procura di Sassari ha portato all’iscrizione di due persone nel registro degli indagati.
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