El Niño “a livello Godzilla”: «Causerà catastrofi imprevedibili in tutto il mondo»
Cresce la preoccupazione per la combinazione con il riscaldamento globale: più difficile prepararsi agli eventi estremi
El Niño ha già raggiunto 3,05°C nel cuore dell'Oceano Pacifico, superando il precedente record di 3,02°C registrato alla fine di novembre 2015. E il dato arriva diversi mesi prima del picco atteso: secondo le previsioni, tra novembre e dicembre la temperatura potrebbe arrivare a 4°C. È un livello che gli esperti descrivono come eccezionale.
Lo scienziato climatico Zeke Hausfather, analizzando la media di 14 diversi modelli, ha definito la previsione «sbalorditiva». Altri hanno parlato di un El Niño «a livello Godzilla».
Il record prima del picco
L'indicatore utilizzato dalla maggior parte dei meteorologi è l'ONI (Nino3.4), che prende come riferimento una media mobile trentennale e considera quindi anche il riscaldamento globale di origine antropica. I dati utilizzati per l'indicatore provengono dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti. Un aumento superiore a 0,5°C è considerato un El Niño. Quando supera i 2°C, il fenomeno viene classificato ufficialmente come El Niño «molto forte», spesso indicato come «super» El Niño.
Incendi, siccità e raccolti a rischio
Alcuni effetti sono già visibili in diverse aree del mondo. In Indonesia, caldo e siccità hanno provocato incendi record e livelli letali di inquinamento atmosferico. In India sono state ridotte le piogge monsoniche. In America Centrale e nei Caraibi, la siccità sta causando perdite nei raccolti. I bassi livelli dell'acqua nel Canale di Panama hanno inoltre rallentato gli scambi commerciali. Il World Food Programme ha dichiarato ad agosto che gli effetti di El Niño potrebbero spingere circa 50 milioni di persone verso condizioni di fame acuta, contribuendo anche all'aumento dei prezzi.
Il rischio per il 2027
La preoccupazione degli scienziati riguarda anche il possibile effetto combinato tra El Niño e il riscaldamento globale. L'aumento delle temperature potrebbe infatti alterare gli schemi meteorologici normalmente associati al fenomeno, rendendo più difficile prepararsi agli eventi estremi. Secondo le previsioni riportate, l'attuale El Niño potrebbe essere il più intenso degli ultimi 1.000 anni e aggiungere ulteriore calore a un'atmosfera già interessata dal riscaldamento globale. Per questo, il 2027 potrebbe diventare l'anno più caldo mai registrato. L'Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite ha dichiarato di aver avviato la più grande mobilitazione dei suoi 50 anni di storia per sostenere i servizi meteorologici nazionali nella diffusione di previsioni «salvavita». Il segretario generale dell'Onu António Guterres ha affermato che El Niño «sta assumendo proporzioni enormi» e che il pianeta si trova in una situazione caratterizzata da crescenti rischi di eventi meteorologici estremi. Il docente Bill McGuire ha definito «sbalorditivo» ciò che sta accadendo nel Pacifico equatoriale e ha parlato della possibilità di una serie di eventi meteorologici estremi in tutto il mondo. Anche l'impatto economico potrebbe essere significativo. McGuire ha ricordato che il super El Niño del 1997-98 provocò, secondo la stima riportata, 5,7 trilioni di dollari di perdite.
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