Testimoni di Geova, svolta sulle trasfusioni: sì a globuli rossi, plasma e piastrine
Il Corpo Direttivo lascia alla coscienza individuale la scelta sui quattro principali componenti del sangue, resta il no alle trasfusioni di sangue intero
Roma Per i Testimoni di Geova cambia una delle regole religiose più conosciute e discusse: da ora ogni fedele potrà decidere secondo coscienza se accettare globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine provenienti dal sangue di un’altra persona. Resta invece invariato il rifiuto delle trasfusioni di sangue intero da un donatore.
La novità è stata annunciata dal Corpo Direttivo mondiale dei Testimoni di Geova attraverso l’«Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026)», diffuso sul sito ufficiale dell’organizzazione. A illustrare il cambiamento è Geoffrey Jackson, componente dell’organo che guida la confessione religiosa.
Alla base della nuova posizione c’è una diversa applicazione dei principi biblici alle pratiche mediche. Jackson sottolinea che, secondo il Corpo Direttivo, la Bibbia non affronta direttamente l'impiego sanitario dei singoli componenti ricavati dal sangue. Per questo la scelta non viene più considerata una questione sulla quale l'organizzazione debba stabilire una regola uguale per tutti.
La conseguenza è significativa: accettare o rifiutare globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine diventa una decisione personale. Il principio richiamato è quello contenuto nella lettera di Paolo ai Galati, secondo cui «ciascuno porterà il proprio carico». La congregazione, viene precisato, non dovrà quindi interferire nella decisione presa dal singolo fedele né giudicarla.
La stessa impostazione riguarda la donazione. Ogni Testimone potrà decidere personalmente se donare il proprio sangue quando questo è destinato alla produzione di componenti o frazioni da utilizzare per altre persone.
Non viene invece modificata la posizione sul sangue intero proveniente da un’altra persona, che continua a non essere accettato sulla base dell'interpretazione del precetto biblico di «astenersi dal sangue». Il Corpo Direttivo ha inoltre annunciato la diffusione di una scheda informativa destinata ad aiutare i fedeli a orientarsi tra le diverse possibilità offerte dalla medicina.
Sulla modifica è intervenuto anche Paul Gillies, portavoce internazionale dei Testimoni di Geova, ribadendo che sangue e vita continuano a essere considerati doni sacri e che le congregazioni rispetteranno le scelte compiute individualmente dai fedeli.
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