La Nuova Sardegna

Sassari

La tragedia a Uri

Morto da solo durante il turno, non ha potuto chiedere aiuto: il dramma della guardia giurata

di Nadia Cossu
Morto da solo durante il turno, non ha potuto chiedere aiuto: il dramma della guardia giurata

Carlo Sanna, di Olmedo, è stato colpito da un infarto quando era al lavoro nell’impianto della diga del Cuga

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Sassari È morto da solo. Di notte, durante il turno di servizio in un luogo isolato: l’impianto della diga del Cuga, nel territorio di Uri. Era cominciata alle 20 di sabato 19 settembre la serata di lavoro di Carlo Sanna, guardia giurata di 47 anni, di Olmedo. Un passato in pattuglia nella Coopservice a controllare esercizi commerciali, musei, banche. Dinamico, allegro, scherzoso con i colleghi coi quali condivideva i turni. Ma nella diga del Cuga non c’era nessuno con cui poter parlare ed eventualmente chiedere aiuto in caso di necessità. «Potrebbe anche essersi reso conto di star male e non aver avuto la forza di prendere il telefono e chiamare i soccorsi» è il commento sofferto e amaro di alcuni colleghi.

A trovarlo senza vita, disteso a terra nella casetta all’interno dell’impianto, è stata proprio la guardia giurata che avrebbe dovuto prendere servizio domenica mattina 20 settembre alle 7. Come da prassi, ha suonato il citofono che si trova nel cancello all’ingresso ma non ha ricevuto risposta. Allora ha chiamato Carlo al cellulare, ma squillava a vuoto. A quel punto ha preso il doppione delle chiavi e ha aperto il cancello percorrendo il breve tratto di strada per raggiungere lo stabile. E quando ha aperto la porta ha visto il collega sul pavimento, non respirava più. Allarmato, in preda al panico e alla disperazione ha allertato i soccorsi. Per il 47enne, purtroppo, non c’era niente da fare. Il suo cuore aveva smesso di battere. Non si sa quanto tempo prima.

La morte di Carlo Sanna ha lasciato sgomenti tanti colleghi che lo hanno conosciuto, ma anche chi semplicemente ha fatto o fa il suo stesso lavoro e ha colto in questa tragedia l’occasione per esprimere dolore ma anche rabbia e frustrazione: «I turni in solitaria non dovrebbero essere ammessi in luoghi di quel tipo. Tanto meno di notte». Lavori delicati, pericolosi, in cui è richiesto un livello di attenzione massimo, con orari non certo agevoli. E per giunta, come nel caso della diga del Cuga, si è soli.

Il 47enne di Olmedo, sposato e padre di due figli di 17 e 19 anni, è morto per cause naturali. Lo ha stabilito il medico che ha fatto una prima ricognizione sul corpo. Il sostituto procuratore di Sassari Giovanni Porcheddu, cui era stato affidato il caso, non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia e ha così restituito la salma alla famiglia per la celebrazione del funerale. Nessuna inchiesta, dunque, come si ipotizzava in un primo momento. Sarebbe stato un attacco cardiaco fulminante a causare la morte di Carlo Sanna, nessuna responsabilità “esterna” è stata ravvisata dalla Procura. Che infatti non ha ritenuto di dover disporre ulteriori accertamenti.

Il paese di Olmedo è in lutto, la famiglia della guardia giurata è molto conosciuta e stimata. Sui social sono stati tantissimi i messaggi di vicinanza e cordoglio. Carlo era una persona di compagnia e molti amici hanno ricordato i momenti trascorsi insieme. Era soprattutto appassionato di pesca, amava il mare, ci andava spesso col figlio di 19 anni col quale aveva un rapporto strettissimo. Di condivisione totale. Un ragazzo che aveva ancora bisogno di suo padre e che da domenica versa lacrime, insieme alla sorella più piccola.

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