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Siccità, caldo africano e notti tropicali: com’è cambiato il clima sull’isola in 50 anni – I dati più allarmanti

di Carolina Bastiani

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Il “Rapporto del XXI secolo” ne ha ricostruito l’evoluzione tra 1975 e 2025

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Sassari Città e cambiamento climatico, ora non si più negare l’evidenza: in cinquant’anni si è stravolto tutto. I dati li fornisce il “Rapporto sul Clima del XXI secolo”, realizzato dal iLMeteo.it insieme al Corriere della Sera, che ha ricostruito l'evoluzione del clima dal 1975 al 2025 sulla base di nove indicatori. Lo studio ha analizzato oltre 434,5 milioni di dati, raccolti ora per ora in 108 città italiane. Il risultato restituisce una fotografia di un Paese molto più caldo rispetto a cinquant’anni fa. E la Sardegna è tra i territori dove i cambiamenti risultano particolarmente evidenti. Nel bilancio complessivo dell'impatto climatico, infatti, Cagliari è quarta in Italia, dietro Foggia, Roma e Napoli. «Sono emersi dati sorprendenti anche per noi studiosi», ha detto Lorenzo Tedici, meteorologo e responsabile media di iLMeteo.it.

I nove indicatori

I parametri presi in considerazione sono:

  • giorni di caldo intenso (con temperatura percepita maggiore di 32°C),
  • notti tropicali (con temperatura minima che non scende mai al di sotto dei 20°C),
  • notti supertropicali (con temperatura minima superiore ai 25°C),
  • caldo africano (giornate in cui la temperatura massima è uguale o superiore a 34°C),
  • intensità delle precipitazioni,
  • anomalie delle piogge anno su anno (i valori sono compresi tra -2.5 che indica siccità estrema e +2.5 che indica umidità estrema),
  • temperatura media annua,
  • temperatura media estiva,
  • massima estiva.

I dati più allarmanti

Per Cagliari risultano ad alto impatto sei indicatori su nove (sono esclusi solo intensità delle precipitazioni, notti supertropicali e temperatura media annua). Per citare i più significativi, le notti tropicali registrate nel capoluogo sardo nel 2025 sono state 80, mentre nel 1975 erano solo 34; mentre la temperatura massima estiva è passata da 31 gradi a 38. Ad Olbia, invece, sono ad alto impatto due parametri su nove: intensità delle precipitazioni e caldo intenso. Per quest’ultimo, i giorni sono aumentati da 8 a 61 dal 1975. A Nuoro l’impatto maggiore è causato dall’aumento della temperatura estiva: se nel 1975 era di 24.7 gradi, nel 2025 ha toccato i 30.2 gradi. Ad Oristano situazione critica per caldo intenso, caldo africano – i 5 giorni del ‘75 sono diventati 64 cinquant’anni dopo –, anomalia delle precipitazioni e temperatura media estiva. Anche a Carbonia i parametri peggiori riguardano caldo intenso, passato da 20 a 69 giorni, e caldo africano che ha afflitto la popolazione per 36 giorni contro i 2 del 1975. Sassari è la città che si piazza in una posizione migliore con un solo indicatore critico, quello legato all’anomalia delle precipitazioni, passato da 1,4 spi a -0.4 spi. 

Il ruolo del Mar Mediterraneo, siccità e precipitazioni

Il Rapporto sul Clima del XXI secolo indica nel Mediterraneo uno dei principali “hotspot” del cambiamento climatico: le città che in 50 anni hanno subito i maggiori impatti dai cambiamenti climatici sono quelle sulle coste o vicine al mare. E questo perché il bacino si sta riscaldando a un ritmo di circa il 20 per cento superiore rispetto alla media degli oceani mondiali. L’arcipelago dell’Asinara, stando al rapporto di Green Peace, è l’area che ha registrato l’anomalia termica più elevata dell'intero monitoraggio nazionale (per la precisione, +3,5 gradi rispetto alla media climatologica, durante un'ondata di calore durata 41 giorni). E il calore non rimane confinato alla superficie: l'accumulo termico interessa infatti una colonna d'acqua che arriva a 70-100 metri di profondità. Con tutto quello che ne consegue anche per la biodiversità marina. E per la Sardegna questo elemento assume per ovvie ragioni un peso particolare.

Il rapporto evidenzia inoltre sull'isola la carenza di precipitazioni significative, regolari e uniformi, uno dei segnali più marcati della siccità osservata. E anche in questo caso entra in gioco il mare. Un Mediterraneo che si riscalda più rapidamente della media oceanica globale si traduce in un aumento dell'energia disponibile. «Sappiamo che ogni grado di aumento della temperatura dell’aria corrisponde al 7% in più di vapore e quindi della quantità disponibile di pioggia. Ecco il motivo per il quale, inoltre, c’è stato un incremento delle precipitazioni intense e violente che potrebbero avere un forte impatto anche in autunno», spiega Tedici. Tuttavia, questo contribuisce a spiegare un apparente paradosso del nuovo clima: periodi più secchi possono convivere con precipitazioni più intense. Nell’analisi cinquantennale, infatti, 93 città su 108 hanno registrato un aumento della frequenza delle piogge forti di breve durata. «Il 7% di vapore acqueo in più per ogni grado di aumento della temperatura, che alimenta un’evaporazione sempre più intensa – osserva Mattia Gussoni meteorologo del iLMeteo.it – non aumenta il numero dei giorni di pioggia (che anzi tendono a diminuire rispetto a qualche decennio fa) ma si scarica a terra con maggiore violenza, concentrando in poche ore volumi d'acqua che un tempo cadevano nell'arco di settimane o interi mesi». 

Indice di vivibilità climatica

Il quadro ha trovato conferma anche nei dati più recenti elaborati nell'Indice di Vivibilità Climatica 2026, relativo al 2025, realizzato sempre da Corriere della sera e Meteo.it che fotografa invece le condizioni meteorologiche del solo 2025 attraverso 17 indicatori. A spiccare erano state Cagliari, che ha perso il suo primato nazionale, ma anche Oristano e Olbia. Insieme occupano le prime tre posizioni della graduatoria nazionale per numero di giorni senza piogge significative: Cagliari con 157 giorni, Oristano con 145 e Olbia con 142.

Oristano è risultata la città italiana con il maggior numero di giornate di “caldo africano”: 64 giorni con temperature pari o superiori ai 34 gradi. È inoltre terza in Italia per i giorni con temperatura percepita di almeno 32 gradi, con 85 giornate. Olbia ha registrato 70 giorni con temperatura percepita di almeno 32 gradi, 67 notti tropicali, 78 episodi di ondata di calore e 32 giornate di caldo africano. Anche Sassari, pur presentando un quadro complessivamente migliore rispetto alle altre principali città sarde, ha registrato segnali significativi: nel 2025 ha avuto 52 giorni di ondata di calore contro i 48 del valore di riferimento e 102 giorni consecutivi senza piogge significative. Nell'Indice di Vivibilità Climatica 2026 si è comunque collocata al nono posto nazionale, con 692 punti. 

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